Case e sport, è iniziata la campagna elettorale
Consigli comunali fiume e “bordate” senza esclusione di colpi: si prepara il terreno per la sfida Muzzarelli-Prampolini
Un assaggio, per chi era in piazza Grande e puntava a una cena a orario telegiornale, è arrivato lunedì scorso, quando le manovre politiche hanno rallentato il ricchissimo “Vandelli day”, portando l’aula all’ultimo voto alle 21 passate. In mezzo, nel lungo pomeriggio del Consiglio comunale, c’è stato qualche “buffetto” tra Pd e M5S, che si sono corteggiati per qualche ora cercando un accordo sulla delibera urbanistica, per tornare poi nelle rispettive posizioni, anche se con la consapevolezza che un dialogo politico c’è stato. Nel frattempo, il centrodestra ha deciso di sfilarsi, non partecipando al voto su uno dei provvedimenti più importanti per il futuro assetto urbanistico della città, per decidere poi di colpire sull’altro fianco, attaccando con decisione sul fronte dello sport. A parte la mole di questioni arrivate in aula tutte insieme, le movimentate sedute del Consiglio di questi giorni dicono che la campagna elettorale per le amministrative 2019 è partita a tutti gli effetti, con gli schieramenti che hanno iniziato a colpirsi su temi centrali per la vita della città, come urbanistica, sport e centro storico. Ne sa qualcosa Gian Carlo Muzzarelli, il sindaco e candidato Pd (più alleati, anche se al momento l’orizzonte non è dei più limpidi...) che nelle ultime settimane ha affinato una dote che ha sempre avuto: quella di essere letteralmente onnipresente, dalle cene - come quella degli auguri del Panathlon, dove ha annunciato la volontà di costruire un Motor Show «più grande del Modena Park» - alle conferenze, dalle inaugurazioni alle feste di Natale con i bambini. Dall’altra parte, c’è un candidato che al contrario non ha ancora partecipato a un evento ufficiale, ma che nonostante i “sì” a denti stretti degli alleati di Forza Italia e Fdi, sarà lo sfidante principale di Muzzarelli: il commercialista Stefano Prampolini, che l’8 dicembre era a Roma per la manifestazione della Lega, dove si è fatto immortalare insieme al governatore del Veneto Luca Zaia, che gli ha promesso un passaggio modenese entro maggio. Due figure molto diverse tra loro: tanto il “muscolare” Gian Carlo è lontano dall’immagine impalpabile del Pd nazionale, quanto il pacato e rigoroso professionista di largo Garibaldi sembra distante dall’immagine rimandata da Matteo Salvini. Che sia un bene o un male (per entrambi) lo si vedrà nei prossimi mesi, anche perché le elezioni si intrecceranno con le europee. E con la scelta del Movimento 5 Stelle, decisamente più indietro nella selezione del candidato, anche se il passo avanti di un professionista stimato come Pier Giorgio Rebecchi - avvocato civilista, nonché uno dei primi modenesi che si avvicinarono all’intuizione di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio - rischia di essere decisivo in un momento in cui tra i pentastellati modenesi sembra prevalere la tendenza ai passi indietro. Tutto questo quando a sinistra regna un grande caos, mentre il consigliere Marco Chincarini - il cui acronimo del gruppo, Mbc, è lo stesso di “Mobastacemento” - forte di una probabile convergenza con il laboratorio politico “Volta pagina”, punta a colpire il Pd ai fianchi come fece nel 2014 l’ex assessore Adriana Querzè. —
Luca Gardinale
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