Ceramica, la locomotiva ha il fiatone: primo brusco calo
Distretto di Sassuolo, dopo quattro anni di crescita record nel comparto ceramico, le vendite interne registrano un -2,7% mentre in tutto il mondo del -3%
SASSUOLO. «Non mi azzardo a fare previsioni e posso solo parlarvi del “pre consuntivo” 2018, perchè non siamo in possesso di dati certi che possano proiettarci nel prossimo futuro...». Il presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani, parlando nel consueto incontro di fine anno usa le giuste precauzioni. D'altra parte i dati parlano chiaro.
«Dopo 4 anni di crescita – continua Savorani – nel mercato nazionale segniamo un -2,7% mentre l'export cala del 3%. Motivi? Il pre consuntivo 2018 elaborato da Prometeia sui dati del nostro settore evidenzia per l'industria italiana delle piastrelle in ceramica volumi di produzione intorno al 410 milioni di metri quadrati, con 328 milioni di export ed 82 milioni sul mercato domestico>.
<La flessione riguarda alcuni mercati di destinazione ed è da imputare a diversi fattori. Innanzitutto la guerra del dazi tra Stati Uniti e Cina, che non giova certamente ad aumentare le nostre esportazioni in quel Paese. Il valore dei dazi in entrata dalla Cina, infatti, è del 10% per cui vendere a 5 dollari o 5,5 dollari è quasi ininfluente. Piuttosto serve prendere e tenere in considerazione altri esportatori con l'India, che sta già portando nei Paesi dell'est Europa alcuni milioni di metri quadrati e la Spagna, che grazie al costo della manodopera che arriva fino al 50% in meno della nostra, può aggredire i mercati contendibili, primo tra tutti gli Stati Uniti, con prezzo terribilmente bassi».
Come reagire a tutto questo?
«Se prendiamo in considerazione che in Italia il 77% delle superfici sono in ceramica mentre in Francia scendiamo al 34% , in Germania al 23% e negli Stati Uniti addirittura al 14%, si capisce che, senza andare oltre oceano, c'è un 77% da conquistare in terra tedesca, con il 66% in terra francese. Dobbiamo puntare sulla promozione del nostro prodotto e per questo a gennaio partirà una campagna di comunicazione sui social, dove andremo a presentare le qualità peculiari del prodotto italiano». All'orizzonte i problemi potrebbero aumentare, con e senza la realizzazione della bretella Sassuolo-Campogalliano. «Sulla bretella – puntualizza ancora Savorani – non ho novità e per quanto mi riguarda l'iter risulta sbloccato, fino a nuove comunicazioni. Piuttosto si potrebbero verificare aumenti nel prezzo dei prodotti petroliferi, e questo sarebbe un problema non piccolo».
Obiettivo primario del 2019 la formazione.
«Già a gennaio ci saranno una serie di incontri a livello regionale con l'assessore alla scuola Bianchi; insieme ad altri soggetti del nostro distretto ed ai rappresentanti delle università di Modena e Reggio Emilia e Bologna, vogliamo capire quali figure professionali servono e quante. Stesso discorso a caduta servirà fare anche con le scuole tecniche e professionali per capire dove indirizzare la formazione dell'immediato futuro». Una delle altre scommesse del 2019 sarà la formazione di posatori a livello internazionale perchè mancano professionisti della posa. «A gennaio – annuncia a questo proposto Savorani – si insedierà in Confindustria Ceramica anche una commissione sulla posa. L'obiettivo è quello di interagire con il mondo dei posatori a livello internazionale, attualmente carente di personale specializzato. Laddove se ne trovano sono carissimi. Un esempio? In Germania per posare il nostro prodotto che costa intorno ai 15 euro, servono 40 e passa euro al metro per la posa. Anche in Italia siamo un po' indietro anche se ci sono tante iniziative di “Assoposa” che stanno guadagnando quote di mercato». —
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