Gazzetta di Modena

Modena

CASO CHIOSCHI 

Il Tar ordina al Comune di dare all’Habanero i documenti sullo Zooky

Carlo Gregori

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Da due anni sostiene di subire un’ingiusta differenza di trattamento rispetto al gestore dell’unico chiosco rimasto aperto nel Parco oltre il suo. Non è una sparata: è da tempo che ha presentato richieste di accesso agli atti del Comune per verificare tutti gli aspetti riguardanti l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico del suo concorrente, lo Zooky cafè, alle richieste di verifica alla municipale, alla copia dei documenti dopo i suoi rilievi. Ma il Comune ha negato l’accesso di ogni documento a Carlo Serafini, gestore dell’Habanero Cafè. E ora, dopo il no del Comune giunto in luglio, arriva la sentenza del Tar che ordina al Comune di consegnare in trenta giorni tutti i documenti chiesti dal gestore del chiosco. Il ricorso di Serafini è stato accolto perché, come spiegano i giudici amministrativi di Bologna, «il suo interesse è di verificare se vi sia stata da parte del Comune una disparità di trattamento tra la sua posizione e quella del chiosco vicino». Secondo il Tar, «è un’istanza meritevole di tutela e non qualificabile come puramente esplorativa, dati i documenti richiesti e l’effettiva connessione con la finalità prospettata». Non si può «parlare di controllo generalizzato sull’attività della pubblica amministrazione - prosegue il Tar riferendosi ai motivi del diniego del Comune - tenuto conto della posizione differenziata prospettata da Serafini, data la titolarità di un chiosco a meno di 200 metri dallo Zooky Café».

La sentenza del Tar arriva al termine di una lunga denuncia di Serafini sulla disparità di trattamento che il Comune riserverebbe ai due chioschi. Soprattutto ne ha parlato nell’estate 2017 e dopo le sue dichiarazioni, in agosto, gli fu sospesa l’attività per tre giorni, motivo di altre denunce. «Mi ritengo vittima di un'enorme ingiustizia, perpetrata più o meno consapevolmente da parte di tutte le istituzioni coinvolte nella vicenda», spiegò Serafini ricordando come quell’anno aveva ottenuto il via libera del Comune per aprire con forte ritardo e danni. —



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