La Sala ibrida dei modenesi adesso è una realtà
ver raccolto oltre un milione di euro grazie alla colletta partita 14 mesi fa, la Sala ibrida della provincia di Modena è realtà ed ora è possibile 'toccarla con mano'. E se questa sala è divenuta realtà, gran parte del merito va alla generosità e sensibilità dei modenesi, che hanno capito l'importanza del progetto per tutta la comunità.
MODENA. Dopo aver raccolto oltre un milione di euro grazie alla colletta partita 14 mesi fa, la Sala ibrida della provincia di Modena è realtà ed ora è possibile 'toccarla con mano'.
E se questa sala è divenuta realtà, gran parte del merito va alla generosità e sensibilità dei modenesi, che hanno capito l'importanza del progetto per tutta la comunità.
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Per la super sala operatoria, dotata di dispositivi avanzati ad alta tecnologia, nell'ottobre 2017 il Policlinico lanciò la campagna di raccolta fondi "tutti insieme per la Sala ibrida", insieme a rock no war onlus. I lavori, cominciati a luglio, sono terminati e la nuova sala operatoria, dopo i collaudi, sarà attiva entro i primi mesi del 2019.
Mercoledì 19 dicembre l'aula magna del centro didattico interdipartimentale, della facoltà di medicina e chirurgia, ha ospitato il primo incontro aperto a tutti coloro che hanno preso parte al progetto e alla campagna. Hanno partecipato Ivan Trenti, direttore generale dell'azienda ospedaliero-universitaria, Massimo Garagnani, direttore dell'ingegneria clinica, Giorgio Amadessi, presidente rock no war onlus, il sindaco di modena Gian Carlo Muzzarelli e Maurizia Gherardi dell'azienda ospedaliera. Come testimonial sono stati arruolati Orietta Berti e Luca Toni.
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