«La panchina per Vasco Rossi è solo l’inizio»
Il designer Giovanni Floris l’ha donata al Comune «È uno strumento utile a tramandare le tradizioni» Il rocker in visita ai bimbi malati
ZOCCA. «La bellezza salverà il mondo, ma l’uomo deve preservarla». Cita “L’Idiota” di Dostoevskij Giovanni Floris, il designer che ieri ha donato al Comune di Zocca una panchina con i volti dei fan di Vasco.
«Vasco è un miracolo musicale - prosegue Floris - e cerchiamo quindi di raccontare il territorio attraverso questo fenomeno straordinario. Il concetto delle panchine è un sistema per cercare di portare nel nostro Paese il racconto della nostra storia. In modo che chi arriva e vi si siede capisce subito dove si trova. Che cosa si mangia, come funziona la vita. La panchina in tal senso è uno strumento meraviglioso. Quella di Vasco è solo la prima, in altre si possno raccontare ad esempio i mestieri che caratterizzano il luogo». Insomma il design come mezzo di comunicazione e come strumento per tramandare le tradizioni.
E Vasco?«Ho deciso di donare la panchina al Comune perché contattarlo è praticamente impossibile. Ora attendiamo di capire come lui accoglierà questo dono al suo paese».
VASCO AL RIZZOLI
Due giorni fa Vasco, come ormai da tradizione, ha fatto visita ai piccoli pazienti dell’ospedale Rizzoli di Bologna. Il rocker di Zocca ha partecipato all’iniziativa “Star-therapy” dell’Associazione Ansabbio per portare conforto in particolare ai bambini in cura a pochi giorni dal Natale. Appena entrato nel reparto di chemioterapia è stato accolto dai pazienti che hanno intonato “Albachiara”.
«Qui si trova la verità della sofferenza - ha detto Vasco - che è quella che fa riflettere e pensare che, in fondo, tutti i problemi che poi abbiamo tutti i giorni sono sciocchezze in confronto a quelli che sono i problemi e le sofferenze soprattutto di questi bambini». —
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