Gazzetta di Modena

Modena

durante la prigionia 

Vide da vicino i progetti segreti del Führer

S.C.

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La propaganda nazista prometteva ai tedeschi e agli italiani della Rsi di ribaltare le sorti del conflitto grazie ad armi micidiali costruite in località segrete.

A parte esperimenti con un prototipo di bomba atomica, gli ingegneri tedeschi furono mobilitati senza tregua per potenziare gli aerei e contrastare i bombardieri che martellavano le città.

La contraerea non riusciva ad arrivare alle quote di volo dei B17 e dei Vickers. I caccia della Luftwaffe combattevano in condizioni d’inferiorità contro gli squadroni di caccia Spitfire. Di qui il potenziamento di un caccia a reazione con la Messerschmitt, più piccolo e tozzo, con le ali a delta. Imprendibile, sulla carta, ma anche difficile da pilotare, tanto è vero che alcuni prototipi finirono a pezzi. Ma la possibilità di volare a 6/12 mila metri a 900 km all’ora mandavano in estasi i gerarchi nazisti.

Guerzoni lavorò prima con la Ago Flugzeugwerke a Oshersleben, poi nella cavità delle montagne, a prova di bombardamenti: un ascensore speciale portava in superficie i velivoli. Anche le V2, i missili che bombardarono Londra, nacquero in impianti di questo tipo.

Guerzoni registrò pure i nomi degli altri internati italiani che lavoravano con lui e la loro provenienza. Eccoli così come li ha registrati lui stesso: Ermanno Bulgarelli (sorvegliante Fiat a Torino), Marino Soverini (Castelvecchio Bologna), Claudio Sigon (Trieste), Antonio Benvenuti (Adria, Ro), Giuseppe Cuomo (Napoli), Orlando Gattafoni (Macerata), Renato Moscaretti (Macerata o Ascoli Piceno), Francesco Cinella (Macerata), Franco Papa (Caorso-Pc), Luigi Boscone (Calendasco - Pc). —

S.C.

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