Appalti in Comune Le istituzioni tremano Arletti e Verrini, addio
Il presidente dell’Unione e il vice del Consiglio si dimettono L’ex Pd: «Troppe lotte intestine che fanno male alla città»
Il caso appalti in Comune si arricchisce di ulteriori colpi di scena e arriva a coinvolgere l’Unione. Il presidente del Consiglio delle Terre d’Argine, Roberto Arletti, con una lettera, ha rassegnato le dimissioni, pur mantenendo il ruolo di consigliere. Una scelta nell’aria da tempo, incentivata dai fatti delle ultime settimane. La missiva è indirizzata al presidente, al segretario dell’Unione e ai consiglieri.
«In questi giorni avverto tutte le preoccupazioni degli eventi che si stanno susseguendo e tutta l’incertezza che sta vivendo la nostra città - si legge nella lettera - Assistiamo inermi e attoniti a lotte interne senza esclusione di colpi, sia nella maggioranza del centrosinistra che nell’opposizione del centrodestra, incuranti che tutto ciò danneggia enormemente l’immagine della città. Penso che mai come in questo momento di scoraggiamento sia dovere di ogni cittadino intervenire e dare un proprio fattivo contributo».
Arletti scrive poi che rassegna le dimissioni “per permettermi di essere più incisivo e potermi esprimere di volta in volta più liberamente non avendo più alcun vincolo che ricopre una carica istituzionale. Non ultimo, anche per il fatto che quando venni eletto appartenevo al gruppo consiliare del Partito democratico”.
Arletti è stato anche lo sfidante di Bellelli alle primarie, poi ha preso le distanze dal partito ed ora è nel gruppo misto. Ma stamattina ufficializzerà il passaggio a Carpi Futura, per la quale sta elaborando un progetto di rilancio economico della città. «Mi è ritornato l’entusiasmo di fare politica. Entusiasmo ormai sopito dopo anni nel Pd» afferma il consigliere che giovedì sera è stato protagonista di un acceso battibecco con l’assessore Tosi.
Verrini lascia
Ma la bagarre politica porta con sé anche le dimissioni di Giorgio Verrini da vice presidente del Consiglio comunale. L’annuncio è stato dato in apertura dell’ultima seduta. La decisione del capogruppo di Carpi Futura è maturata a seguito di “notevoli dissonanze con il presidente Davide Dalle Ave sul metodo di gestione dei rapporti con il Consiglio e i suoi componenti”.
Lo stesso Verrini ha spiegato i dettagli della questione. «È una cosa che mi porto dietro da anni - ha affermato - Quello che ritengo debba essere un contenitore di idee, il Consiglio, spesso porta avanti in prevalenza le idee di parte partitica piuttosto che quelle reali. Sono arrivato a questa scelta non facile per una serie di fatti accumulatisi nel tempo. Innanzitutto, nessuno ha mai saputo che fossi il vice presidente e questo è sintomatico di come in tanti anni la mia funzione non sia mai stata enfatizzata in alcun modo. Il presidente non mi ha mai interpellato quando, invece, qualche rilievo avrei voluto farlo. Il primo: dato che qui si vogliono approfondire determinati temi questi andavano migliorati con qualche suggerimento che non mi è stato richiesto. C’è stato poi un eccessivo seguire le regole in modo pedissequo. Avrei consigliato, ad esempio, di non imbottire Consigli con troppi argomenti spesso nemmeno discussi, ma di aumentarne il numero. Avrei fatto realizzare una scaletta in ordine di importanza per poterli portare a termine. Avrei chiesto anche una maggiore sobrietà negli interventi». —
Arbizzi-Cammarota
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