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la discussione 

L’ultimo bilancio accuse e attacchi in Consiglio

Eleonora Alboresi

Mesini (Pd): «Cinque anni fa la situazione era disastrosa» Caselli: «Colpa di Pattuzzi» Venturelli: «Siete come Iachini A noi serve un De Zerbi...» 

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Nessuna visione della Sassuolo del futuro e nessun progetto che guardi in avanti. Sono state queste le due principali critiche mosse all’amministrazione comunale da parte delle minoranze durante l’approvazione del bilancio preventivo 2019. Un argomento caldo, che ha portato tutti i capigruppo a esprimere una dichiarazione di voto che ha fatto partire un dibattito durato oltre un’ora. Ad iniziare è stato il segretario del Pd Matteo Mesini, che è tornato indietro di 5 anni, quando in questo periodo il consiglio non aveva un bilancio preventivo dell’anno successivo da discutere, ma si parlava di dissesto economico e di commissariamento del Comune. Secondo Mesini i meriti della giunta sono stati affrontare una crisi che si trascinava da tempo senza tagliare fondi ai servizi alla persona ed essere riuscita a fare risorgere Sgp. Il secondo ad intervenire è stato Gino Venturelli, che per esprimere la sua contrarietà al bilancio, anche se forse sarebbe meglio dire alla giunta in sé, ha utilizzato due metafore: «Se dovessi dare un voto – ha attaccato – darei un 90: la paura. Nell’analizzare questo bilancio avrei voluto tirare un sospiro di sollievo, ma così non è stato. Ci dovrebbe essere più fiducia, più prospettiva, si dovrebbe tornare a programmare la città». Il consigliere del gruppo misto sperava in un cambio di passo, in proposte di investimenti in conto capitale, in una maggiore attenzione alle esigenze dei cittadini. «Chiudo con una metafora calcistica: Iachini ci ha salvato e ci ha fatto mantenere la categoria, ma noi abbiamo bisogno di un mister alla De Zerbi che ci faccia sognare». Ma il più duro di tutti è stato sicuramente Luca Caselli: «Devo deludere – ha affermato – chi è intervenuto prima di me. Chi parlava di dissesto e invocava il commissariamento cinque anni fa era proprio il Pd, un partito che ormai da decenni non ragiona per l’interesse della città ma sono per il bene proprio. Cinque anni fa, con il senso della responsabilità che lo contraddistingue, il Pd invocava il commissario, salvo poi 5 mesi dopo promettere in campagna elettorale cose mirabolanti, sebbene fosse consapevole della situazione di debito che lui stesso aveva creato con la giunta Pattuzzi. Voi siete stati un completo fallimento politico e anche amministrativo, e l’unica cosa positiva che avete fatto è stata aver proseguito il concordato di Sgp». Anche Claudia Severi non ha avuto mezze misure, parlando di un “bilancio sulla sabbia, senza certezze sulle risorse”, criticando la sparizione della nuova Casa Serena dal piano degli investimenti e dello slittamento degli interventi di piazza Martiri Partigiani, del ponte della Veggia e delle piste ciclabili. Critiche dure, insomma, da un po’ tutte le parti, con anche i consiglieri Corrado e Zanoli che hanno definito l’amministrazione ferma, senza idee per il futuro e preoccupata solo di avere i conti in regola ma non dei rapporti con i cittadini, oltre che colpevole di aver creato nella città e nel consiglio un “rumoroso silenzio”. «Ricordiamoci – ha chiuso Corrado - che pagare le tasse vuol dire anche avere una città in cui è bello vivere e non soltanto un bellissimo Palazzo Ducale». —

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