La querela del sindaco? Contro l’imprenditore impattato dal biogas
Daniele Neri ha investito sei milioni per stoccare alimentari È suo il post di sfogo sui social. Altri cittadini “denunciati”
CONCORDIA. Daniele Neri, uno dei più importanti imprenditori di Concordia. Una famiglia che da decenni lavora sul territorio, e che oggi gestisce 6 depositi di logistica, quattro proprio a Concordia e due a Mirandola. Il più grande dei quali esattamente accanto al costruendo mega impianto di biometano così contestato dai concordiesi.
È lui, Daniele Neri, l’autore del post su facebook che ha scatenato l’ira del primo cittadino e del Pd di Concordia. È lui il destinatario della querela che il sindaco Luca Prandini ha affidato ad una delibera della giunta, la quale si servirà del servizio legale dei Comuni.
Non un “Napalm 51” di facebook, insomma, ma un imprenditore che lavora a Concordia, che fa donazioni a Concordia, che ama Concordia.
Cosa possa avere scatenato quelle parole così dure, prontamente rimosse dagli amministratori della pagina facebook, ma non abbastanza prontamente da impedire che qualcuno facesse lo “screenshot” (ovvero una fotografia utile alla querela)?
Neri, interpellato, preferisce non commentare: «Ci sarà un procedimento penale, mi sono rivolto da un legale, posso solo auspicare che i concordiesi non si spaventino per quanto mi sta accadendo, e mettano ogni energia legale per tutelare la loro salute. Io ero e resto da quella parte».
Ma la rabbia dei Neri è presto spiegata: la loro è una delle più impattate dal futuro impianto a biogas, che lavorerà fino a 100mila tonnellate di rifiuti organici, trasformandole in gas. I Neri hanno da poco investito 6 milioni di euro per ampliare la sede all’ex Kermar. Trasportano e tengono a deposito farmaci, prodotti biomedicali e alimentari. E i clienti hanno già lasciato intendere che non faranno certo stoccare alimentari di qualità accanto a scarti organici in quantità mai viste in zona, con il seguito di topi, insetti e odori e altre amenità che ne deriveranno.
Non solo: sembra che nessuno li abbia mai avvisati del progetto, che hanno scoperto dai giornali. Chi lo conosce spiega che lo sfogo di Daniele è scattato quando ha scoperto - anche con le lettere anonime - e a che punto è davvero il progetto.
Per contro, la delibera della giunta comunale parla tra l’altro di “insinuazioni pesantissime e dal contenuto palesemente diffamatorio nei confronti del sindaco”. Non solo, evoca i commenti di “altri iscritti al medesimo gruppo facebook Sei di Concordia se... che hanno manifestato assenso condividendone il contenuto”. Come dire che potrebbero finire nel mirino degli avvocati di sindaco e giunta anche altri concordiesi. Il sindaco Prandini, pubblicamente, ha ribadito di essere con la sua giunta contrario al progetto. Il tempo sarà galantuomo. —
A.SE.
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