Preso a botte e legato in casa, due arresti
Un 58enne rapinato di soldi, telefono, pistola e attrezzatura musicale. I carabinieri risalgono a due giovani amici di Marano
Pestato a sangue nella sua abitazione e derubato di pochi euro. È successo ancora in Appennino a un mese di distanza dall’episodio choc di Gaiato, dove un 76enne finì in prognosi riservata per le botte di un 35enne marocchino, arrestato dai carabinieri di Pavullo dopo un’articolata indagine.
Stavolta è capitato a Lama Mocogno, e allo stesso modo i militari hanno individuato e assicurato alla giustizia i presunti responsabili del folle gesto. Risale alla mattina del 30 novembre, quando verso le 8 un 58enne pensionato ha sentito bussare alla porta della sua casa di via Mezzolato (immediata periferia del capoluogo): era un 20enne marocchino residente a Marano, che conosceva. Il 20enne era scappato di casa e, in virtù della loro conoscenza nata su internet, gli ha chiesto ospitalità.
BOTTE SENZA PIETà
L’indomani, a sorpresa, è scattata la furia del giovane, che ha aggredito l’uomo con una violenza in stile Arancia Meccanica: calci e pugni a raffica, tanto da causargli molteplici traumi e ferite alla testa (lesioni anche a uno zigomo) e agli arti inferiori, che hanno richiesto 12 giorni di prognosi. Poi gli ha legato i polsi con cavi elettrici (sono rimasti i graffi) e nastro adesivo.
Dopo averlo neutralizzato lasciandolo sotto choc, ha fatto man bassa di quello che ha trovato: 100 euro in contanti, una pistola scacciacani, un cellulare, due pc, uno stereo con mixer e una pianola. Nel “saccheggio” ha chiesto la collaborazione un amico, coetaneo italiano residente sempre a Marano, con cui ha caricato la roba in auto. Poi sono fuggiti, lasciando il 58enne ancora in stato di semi-incoscienza per le botte. E così è rimasto per parecchio: solo nel pomeriggio ha trovato al forza di liberarsi e di chiamare i carabinieri, giunti con gli uomini della stazione di Lama e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile di Pavullo.
I militari hanno raccolto le prime confuse indicazioni su ciò che era avvenuto dall’aggredito, trasportato subito in ospedale. Ne è scaturita un’altra indagine complessa che ha richiesto giorni di approfondimenti e verifiche, finché i carabinieri del Norm di Pavullo, in collaborazione coi colleghi di Lama, sono riusciti a individuare “in trasferta” i due a Modena (il marocchino era ospite in un albergo di via Rainusso) e Sassuolo (l’italiano). E così giovedì sera hanno dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip su richiesta della Procura con l’accusa di rapina aggravata in concorso e lesioni personali dolose: il marocchino è finito in carcere al Sant’Anna e per il complice sono stati disposti gli arresti domiciliari. A seguito di perquisizione in particolare nella stanza dell’albergo sono stati rinvenuti gli articoli rubati più una mazza da baseball e un dispositivo taser (storditore elettronico) nelle disponibilità dell’italiano, subito sequestrati. I due risultano senza precedenti giudiziari. —
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