Sassuolo. Ceramica Oscar Natale senza stipendi per i 96 dipendenti
Dopo la dichiarazione di fallimento della ditta nulla si muove Non c’è nemmeno la cassa integrazione. Futuro incerto
SASSUOLO «Che cosa metteremo nei piatti in queste festività, dopo quello che ci è successo? Quali prospettive ci sono per tutti noi?»
Sono solo alcuni degli interrogativi dei quasi cento dipendenti della ceramica Oscar (ex Guglia) che da qualche settimana hanno visto svanire il loro sogno di continuare a lavorare per la dichiarazione di fallimento emessa dal tribunale. Le risposte, al momento, mancano, anche se ci sono alcuni spiragli dentro i quali stanno cercando in tutti i modi di entrare i sindacalisti che stanno lavorando a questo problema.
«Abbiamo chiesto al curatore fallimentare di incontrare il giudice delegato a questo fallimento – ha anticipato Letizia Giello di Fesica Confsal – e a lui vogliamo chiedere se è possibile richiedere la cassa integrazione per una certa durata, facendola partire dal momento della fermata produttiva dello scorso ottobre. Si tratta di 96 famiglie alcune delle quali davvero in grave crisi per la sospensione degli stipendi».
Il futuro è incerto anche se da qualche parte si vocifera che, a fronte dell’asta per un eventuale acquisto che è stata aperta e si chiuderà il prossimo 8 gennaio alle 12, ci sarebbero due o tre proposte di acquisto. Una eventualità, se confermata dai fatti, che rilancerebbe con forza sia l’ipotesi di cassa integrazione che una eventuale riapertura anche se parziale della produzione.
«Spero che si apra una finestra in tutto questo groviglio di voci – ha dichiarato ieri una dipendente del gruppo – perché la mia famiglia ed altre che sono nelle mie stesse condizioni abbiamo davvero grossi problemi anche solo a pagare le bollette delle utenze. Passare le feste con questo nodo da sciogliere fa davvero molto male».
Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori aggiornamenti anche perché, subito dopo Natale, giovedì 27 dicembre, è stato fissato un incontro tra i rappresentanti sindacali ed il giudice per capire quante possibilità ci sono di continuare a sperare per una positiva conclusione di questa situazione che da un paio di mesi ha messo nella più cruda disperazione decine di famiglie. «Il mio impegno sarà totale – ha anche ammesso la sindacalista di Fesica Confsal – e non solo per il motivo che su 96 dipendenti ce ne son 48 iscritti al sindacato che rappresento, ma anche e soprattutto, in collaborazione con i colleghi delle altre “sigle” perché torni il sereno in queste famiglie che vivranno un Natale davvero triste». —
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