Gazzetta di Modena

Modena

Modena, piazza Grande, conclusa la “Maratona dell’umanità”

Laura Solieri
Modena,  piazza Grande, conclusa  la “Maratona dell’umanità”

Nonostante il freddo intenso, tanti si sono fermati davanti alla Preda Ringadora per ascoltare i nomi dei migranti morti in mare. «Una giusta provocazione»

4 MINUTI DI LETTURA





Oggi alle 13 il sindaco Gian Carlo Muzzarelli concluderà con la sua lettura le 29 ore di Maratona dell’umanità cominciata ieri mattina alle ore 8 e proseguita per tutta la scorsa notte. Ai microfoni si sono succedute ben 172 persone in una lettura commossa dei nomi dei 34.361 migranti morti tra il 1993 e il 2018 nel tentativo di raggiungere l’Europa. Tra i lettori Alberto Bertoli e i Modena City Ramblers: «Appena abbiamo saputo che nella nostra Modena veniva organizzata una cosa del genere non abbiamo esitato un attimo» hanno commentato gli artisti. Tra i lettori, hanno fatto sentire la loro voce anche il vescovo don Erio Castellucci, gli assessori Irene Guadagnini, Andrea Bosi, Giulio Guerzoni e da Carpi Milena Saina, il sindaco di Formigine Maria Costi. 

MODENA. Freddo e parole, sguardi, voci e fiato di chi vuole ricordare, di chi vuole testimoniare il dramma della morte di tutti coloro che partiti in cerca di un futuro in Europa non ce l’hanno fatta a raggiungerla. Ieri in tanti sono passati in piazza Grande a Modena e si sono fermati per seguire la Maratona dell’umanità: chi si è fermato un attimo, chi ha portato un fiore, chi è rimasto anche più di un’ora in piedi con lo sguardo basso ad ascoltare, chi ha dato disponibilità sul posto ad unirsi al gruppo dei 172 lettori che fino a stamattina alle 13 saranno in piazza a nominare uno ad uno i nomi dei 34.361 migranti morti tra il 1993 e il 2018 nel tentativo di raggiungere l’Europa.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.30009572:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/a-modena-una-maratona-tributo-ai-migranti-morti-in-mare/107799/108406]]

«Un’iniziativa che ci provoca nel modo giusto, in un momento in cui siamo portati a pensare che l’unico nostro obiettivo debba essere quello di comprare i regali di natale – dice Carlo, in piazza con la sua famiglia ad ascoltare l’elenco infinito di nomi che scorre - C’è chi ha approvato ad applicare il “prima gli italiani” anche a questa iniziativa, dicendo che ci sono tanti nostri connazionali che in questi anni sono stati rovinati se non addirittura uccisi dalla crisi. A queste persone dico che è tutto vero e che quegli italiani sono vittime della politica, mentre le persone di cui oggi leggiamo il nome sono vittime del mondo che viaggiavano verso di noi perché da loro è ancora peggio». Persone di tutte le età tra i lettori e tra i cittadini che si sono fermati incuriositi dall’iniziativa, particolarmente simbolica in questi giorni di festa. «Mi colpisce positivamente la grande partecipazione della cittadinanza all’iniziativa - dice Sara - Scomporre un numero in unità è un esercizio potente che ci aiuta a concentrarci sull’umanità morta in mare e su quella che uccidiamo voltandoci dall’altra parte. Come madre sono commossa. Come cittadina spero che questo momento sia un punto di partenza per una presa di coscienza più ampia».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.30009779:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/modena-la-conclusione-della-maratona-dell-umanita/107820/108427]]

Tutta la città e non solo si è mobilitata per aderire all’iniziativa: al Centro Servizi per il Volontariato, che coordina la maratona, sono arrivate oltre 150 adesioni di realtà provenienti dal mondo della scuola, sportivo, dell’informazione, del terzo settore; tanti anche i singoli comuni che hanno aderito, a partire da quello di Modena che insieme alla Provincia patrocina la manifestazione. «Vogliamo abbattere il muro di indifferenza complice di queste morti e urlare forte che Modena non vuole essere né indifferente né connivente», dice Stefania Vecchi dell’associazione Modena per gli altri da cui è partita la proposta.

«Come è possibile che nel nostro mare, succeda questo? Se ne parla troppo poco, ormai c’è assuefazione a queste notizie. Insieme a tanti amici ci siamo detti: facciamo qualcosa! Niente buonismo natalizio ma un gesto concreto e forte di sensibilizzazione». La lettura è proseguita per tutta la scorsa notte, con l’intervento tra gli altri del vescovo don Erio Castellucci che ieri sera ha partecipato alla lettura. «Siamo qui oggi per dare il nostro piccolissimo contributo, per omaggiare in prima persona, con la nostra voce, il ricordo di queste vittime - dicono Simonetta e Patrizia - Molti di noi hanno dovuto leggere lunghi elenchi di “Sconosciuti” e pensiamo a maggior ragione, che queste persone di cui non è stata riconosciuta l’identità, abbiano diritto ad essere ricordate una ad una».

 

—


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google