Tre tariffe, tre prezzi Per i viaggiatori Seta il rebus dei biglietti
Da 1,20 a 1,30 euro: in città venduti tagliandi di importi vari Regolari per la macchinetta, ma attenti: si rischia la multa
Ha colpito molto la vicenda, divenuta nazionale, del bimbo modenese di undici anni fotosegnalato su un autobus Seta pochi giorni fa perché in possesso di un titolo di viaggio giudicato dal controllore “non sufficiente”.
Molti lettori hanno iniziato a farsi domande sui biglietti di viaggio dell’azienda di trasporto pubblico. Questo perché si scopre che i genitori del bambino non avevano conservato un vecchio biglietto, come pareva in un primo momento, ma semplicemente passato al figlio un biglietto non valido in città e invece idoneo per viaggiare sullo stesso mezzo in provincia.
Spieghiamo. Il sistema di biglietto di corsa unica (definita “semplice” da Seta) è supercomplicato e non proprio facile per l’utenza in una città dove si predica di usare di più i mezzi pubblici e meno l’auto privata. Sono tutt’ora in corso i biglietti sia da 1,30 euro che da 1,50.
Anzi, c’è pure un biglietto anche per viaggiare dentro il perimetro di Carpi e di Sassuolo al costo di 1,20 euro a biglietto. Siamo quindi davanti a tre prezzi per le corse semplici, perché oltre a 1,20 e 1,30 esiste anche quello da 1,50 euro che invece è utilizzabile sulla rete urbana di Modena e nei collegamenti con le sue frazioni, compresi il “Prontobus" e la tratta ferroviaria dalla stazione Fs alla stazione piccola fino all’ospedale di Baggiovara.
Già così è un caos. Non dimentichiamo le macchinette a bordo dei mezzi accettano comunque tutti questi biglietti, non vidimati in precedenza ovviamente. Non c’è nessun segnale di errore. Quindi il viaggiatore, se la macchina restituisce il biglietto con la luce verde, è tranquillo.
Invece corre il rischio di incorrere in disavventure come quella del piccolo modenese fotografato per il database dei “furbetti”; il fine di Seta è buono, evitare che ci si chi non paga, ma il metodo è alquanto discutibile.
Ad aggiungere caos a caos c’è anche il fatto che tutti questi biglietti sono in vendita dappertutto e, a parte la biglietteria della stazione autobus, difficilmente gli esercenti ogni volta possono informare l’utente su tutti i dettagli. —
Stefano Luppi
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