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Carpi, Milan, veleni tra dirigenti Carpinvest a caccia di spie

S.A.
Carpi, Milan, veleni tra dirigenti Carpinvest a caccia di spie

Lotta intestina tra l’ex amministratore Fassone e il neo presidente Scaroni. La società doveva cercare riscontri ad una fuga di notizie su trattative riservate

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CARPI. Nel quartier generale del Milan c’era una talpa e Marco Fassone, ex amministratore delegato del club, ingaggiò, quando era ancora i vertici della società, un’agenzia carpigiana per scoprire chi fosse. Agenzia che, nei mesi scorsi, ha scritto a Milanello per fornire, alla nuova proprietà, dettagli su un sollecito di pagamento relativo all’incarico ricevuto da Fassone. Un accordo che sfiorava i 74mila euro.

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L’ex amministratore delegato del Milan Marco Fassone, che ha avviato una causa civile contro la società rossonera per il suo licenziamento, ai tempi della proprietà cinese avrebbe fatto “pedinare” alcuni giornalisti per giorni da una agenzia privata, la Carpinvest srl, appunto. Lo scopo sarebbe stato quello di arginare una presunta fuga di notizia. Capire, quindi, grazie a quale fonte i cronisti della carta stampata fossero in grado di fare i loro scoop.

I quotidiani La Repubblica e il Sole 24 Ore, nel riportare la notizia ieri, hanno parlato di una lettera di risposta da parte della Carpinvest alla richiesta del Milan di avere ragguagli su un sollecito di pagamento. Lettera di chiarimento con cui la società di investigazioni lo scorso luglio ha informato i nuovi vertici societari, nominati dal fondo Elliott subentrato ai cinesi, della loro attività svolta nei mesi precedenti su richiesta dell’allora amministratore delegato.

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A partire dallo scorso gennaio, per via di una serie di indiscrezioni sui dettagli economici e piani industriali in una fase delicata della società calcistica, sarebbe circolato il sospetto di una talpa nel club. Pertanto Fassone, in una riunione nella sede del Milan, avrebbe chiesto di effettuare “monitoraggio dinamico”. Tradotto: pedinare i quattro cronisti in un periodo che, secondo quanto ricostruito, ricompreso tra il 19 febbraio e il 2 marzo scorsi.

La vicenda fa parte del contenzioso legale tra Fassone e il Milan per il quale si sta cercando un accordo extragiudiziale.

Carpinvest, interpellata dalla Gazzetta, al momento ha deciso di non commentare la vicenda.

Erano quattro i giornalisti che venivano spiati e pedinati: Carlo Festa del Sole 24 Ore, Luca Pagni ed Enrico Currò di Repubblica e Tobia De Stefano di Libero giornale. La nota di pagamento di Carpinvest è emersa nel corso di attività di controllo del Milan, da quando è stato acquisito dal nuovo proprietario, il fondo Elliot, con il quale è diventato presidente Paolo Scaroni. Nel luglio scorso, tra i solleciti di pagamento risultava anche la fattura 134 del 31 marzo 2018, per un importo di 73.932, a fronte dello svolgimento di attività investigative. Questa attività era nota a Marco Fassone e ad alcune alte cariche del Milan. Da quanto si apprende da ricostruzioni investigative, la società carpigiana avrebbe incontrato proprio l’ex ad, all’inizio di quest’anno, per la necessità di intervenire in seguito alla “fuga” di dettagli economici e piani industriali sui giornali.

I pedinamenti ai giornalisti sarebbero stati effettuati per 11 giorni con due auto e quattro operatori. Ma era iniziata anche l’attività di intelligence su dipendenti del club, sospettati di passare informazioni. —

S.A.
 

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