I 34.361 migranti morti in mare: un tributo per non dimenticare
Terminata ieri la “Maratona dell’umanità”, 29 ore di partecipazione con i modenesi e le istituzioni
Un’iniziativa simbolica, di alto valore civile, partecipata dall’inizio alla fine e sinceramente sentita da tutta la città. Sono state 29 ore consecutive di pura umanità quelle trascorse tra sabato e domenica in piazza Grande a Modena, per una maratona sociale che ha visto più di duecento persone leggere tutti i nomi dei 34.361 migranti che hanno perso la vita tra il 1993 e il 2018 nel tentativo di raggiungere l’Europa e di realizzare così il sogno di una vita più dignitosa.
«Anche durante la notte tra sabato e domenica, sono state tantissime le persone che si sono presentate in piazza e hanno voluto aggiungersi ai lettori già presenti per contribuire a loro volta alla nostra lettura collettiva» ha detto Giuliano Gallina dell’associazione “Modena per gli altri”, tra le realtà promotrici dell’evento.
Nella mattinata di ieri, domenica, tra i lettori c’è stata anche Claudia Lodesani, presidente di Medici senza Frontiere Italia che non ha voluto far mancare la sua voce a questa iniziativa simbolica, a cui hanno aderito oltre 150 realtà provenienti dal mondo della scuola, dello sport, dell’informazione, del terzo settore; tanti anche i singoli comuni che hanno aderito all’iniziativa, a partire da quello di Modena che, insieme alla Provincia, ha patrocinato la manifestazione.
A coordinare l’intera “Maratona dell’Umanità” è stato sempre presente il Centro Servizi per il Volontariato di Modena: «Crediamo che sia molto importante ricordare il dramma di queste persone, sconosciute e molto spesso dimenticate, morte nel raggiungere l’Europa. La memoria della loro tragedia è un po’ come restituire loro un’identità» ha commentato il presidente Paolo Zarzana.
Tra i lettori, anche tanti ragazzi ospiti di Porta Aperta, e non sono mancati momenti di forte commozione nella lettura dell’interminabile elenco che ha ricordato ad uno ad uno tutti i nomi di queste persone. «Che la responsabilità di queste morti sia anche nostra - ha commentato il direttore di Porta Aperta Massimo Giorgi, anche lui tra i lettori - è da ricordare e ribadire. L’esperienza dei corridoi umanitari è importante ma ancora residuale. Penso che sia importante segnalare questo, e penso che per le persone che accogliamo qui a Modena e che provengono dai Paesi nominati sia un importante segnale di vicinanza che i modenesi, per questo Natale, abbiano deciso di ricordare tanti loro conterranei che hanno perso la vita nel Mediterraneo». A concludere la “Maratona dell’umanità”, cui ha preso parte anche il vescovo Erio Castellucci, è stato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, circondato da un pubblico numeroso e commosso.
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