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Tassa parrocchiale Bagarre in Consiglio Amici: «Pago io»

Daniele Montanari
Tassa parrocchiale Bagarre in Consiglio Amici: «Pago io»

Nuovo regolamento Tosap: regolarizzare il pregresso entro il mese di marzo altrimenti aumenti del 200% Ma l’opposizione insorge

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GUIGLIA. È aperta la discussione sulla Tosap a Guiglia, in particolare per la “tassa alla Parrocchia”. La vicenda è emersa nell’ultimo Consiglio in cui, con il voto contrario della minoranza, è stato approvato un regolamento per il recupero della tassa per l’Occupazione di Suolo Pubblico attraverso una sorta di “definizione spontanea” del non pagato da chi ha usato piazze e strade di capoluogo e frazioni per iniziative, mercati e altro.

Chi non si recherà spontaneamente in Comune entro marzo, dovrà pagare la tassa contestata con una sanzione del 200%. E su questo incalza l’ex sindaco Monica Amici: «Nessun dialogo con le associazioni di categoria, Consulta economica ignorata - osserva - e non capiamo poi perché introdurre un regolamento specifico e non una modifica a quello esistente con l’introduzione di regole per il ravvedimento operoso. Sarà una coincidenza, ma il regolamento “spunta” dopo un diverbio tra me e l’assessore Migliaccio, secondo cui gli amministratori in passato hanno esentato, sbagliando, certe categorie di utenti».

Esenzione che Amici invece rivendica: «A domanda del parroco - ricorda - abbiamo sempre concesso la piazza gratis per la Sagra di San Luigi. Da sempre il gruppo di San Luigi coinvolge molti giovani nelle attività, e quando a Guiglia c’era il Martedì dei Bimbi, ad esempio, il parroco ospitava in canonica facendo risparmiare soldi al Comune. Se abbiamo sbagliato noi ex amministratori ad esentare, come può l’amministrazione in carica chiedere ai contribuenti, come il parroco, di recarsi in Comune a definire il pagamento? Abbiamo anche chiesto, in forma scritta, a Migliaccio e al sindaco Lagazzi di dimostrare l’errore nell’esentare: sono mesi che aspettiamo una risposta. Se ho sbagliato io a concedere la piazza gratis, sarò io a pagare il dovuto al municipio». —

Daniele Montanari

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