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1 COMITATI. Se il 2017 era stato l’anno della nascita dei comitati ambientalisti come “Mobastacemento”, il 2018 ha sancito la loro consacrazione, tanto da essere percepiti da molti cittadini come la “vera opposizione” alla giunta Muzzarelli: del resto, le loro battaglie hanno portato l’amministrazione a rivedere le politiche urbanistiche e il Pd a mettere la sostenibilità ambientale al centro delle priorità in vista del voto. Da qui a dire che saranno un partito, la strada è lunga.



2 COSTRUTTORI. Dove ci sono i comitati, ci sono anche le imprese che… li fanno arrabbiare. E se il 2018 ha portato delusioni per molte di loro, con l’avviso pubblico del Comune che ha bocciato tre quarti delle nuove case, è anche vero che per qualche costruttore le soddisfazioni non sono mancate, dai 550 alloggi di Vaciglio, il cui iter è ormai giunto al termine, alle 20 istanze approvate. A Modena non si possono lamentare.

3 STAMINALI. Modena si è confermata un’eccellenza mondiale nel campo della ricerca sulle cellule staminali: merito ancora una volta del professor Michele De Luca, direttore del Centro di medicina rigenerativa “Stefano Ferrari”, e della professoressa Graziella Pellegrini, docente di Biologia applicata all’Unimore: sono loro i vincitori dell’edizione 2018 del prestigioso premio per l’innovazione dell’International society for stem cell research.

4 CUCCHIARA. Ancora una scienziata modenese sul tetto del mondo: alla professoressa Rita Cucchiara, docente di Ingegneria informatica Unimore, è andato il “Maria Petrou Prize”, il prestigioso premio alla carriera nel campo dell’intelligenza artificiale. È a capo del Laboratorio Nazionale di Intelligenza Artificiale e Sistemi Intelligenti, che guiderà per tre anni coordinando 798 ricercatori di 43 università e 3 centri di ricerca.

5 BARCA. Il preside delle scuole medie “Mattarella”, Daniele Barca, è certamente il più coraggioso tra i dirigenti della provincia di Modena. Con uno staff di docenti motivati ha saputo creare un modello di scuola che ora vengono a studiare da tutta Italia.

6 EDITORI. Da Angelo Fortunato Formiggini a Ugo Guandalini che con Antonio Delfini fondò Guanda, fino alla Franco Cosimo Panini, è davvero ricco l’elenco delle imprese culturali che hanno messo in luce, e poi salvaguardato, titoli e autori che altrimenti sarebbero volati via. Il settore è in crisi, ma Modena ci prova sempre, anche on line, con gli apprezzabili risultati de “Il dondolo” e di “Asterione”. Di questa voglia di cultura c’è sempre bisogno.

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