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I chirurghi di Baggiovara in missione a Hebron

Un’equipe guidata dalla dottoressa Micaela Piccoli ha operato in Palestina Diciassette interventi in quattro giorni: «In questi luoghi serve più attenzione»

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Un team chirurgico dell'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena si è recato nei territori palestinesi ed in particolare a Hebron per una missione umanitaria chirurgica. Il team era composto dalla dottoressa Micaela Piccoli, Direttore della Chirurgia Generale, d'Urgenza e Nuove Tecnologie dell'Ospedale di Baggiovara, una sua collaboratrice dottoressa Barbara Mullineris ed una Specializzanda in Chirurgia Generale di Unimore, dottoressa Francesca Pecchini; con loro, un'anestesista Matteo Gazzi (del Servizio di Anestesia dell’Ospedale di Vignola) uno specializzando dell’endocrinologia di Unimore, Andrea Craparo. La Missione è stata realizzata grazie a PCRF (Palestinian Children Relief Found), un'organizzazione americana con 26 anni di esperienza nell'organizzare assistenza medica in Palestina, prevalentemente in ambito pediatrico, ma non solo. I nostri operatori sanitari hanno per quattro giorni visitato ed operato numerosi pazienti affetti da patologie endocrine, soprattutto tiroidee e paratiroidee.

La Chirurgia di Baggiovara non è nuova a queste esperienze umanitarie che esegue in tutto il mondo, o almeno lì dove ce n'è più bisogno: «Proprio in questi giorni di feste – ha spiegato la dottoressa Piccoli – il promotore ed organizzatore di tutte queste iniziative, il dottor Mario Meinero, è scomparso improvvisamente, lasciando un vuoto incolmabile nel nostro cuore e di tutto il popolo palestinese».

Questa volta, erano circa 40 i pazienti che attendevano l’equipe modenese. Tra loro, dopo un’accurata valutazione multidisciplinare endocrinologica, anestesiologica e chirurgica, sono stati selezionati 17 pazienti idonei per l’intervento chirurgico. La dottoressa Piccoli e la dottoressa Mullineris si sono divise tra le due sale operatorie, operando con i colleghi palestinesi ed insegnando loro le varie procedure.

Grazie all'anestesista, dottor Gazzi, è stato possibile gestire completamente la seconda sala operatoria in modo autonomo dal punto di vista anestesiologico. I due specializzandi in chirurgia ed in endocrinologia si sono alternati in reparto ed in sala operatoria. «Tutti gli interventi si sono svolti senza complicazioni – ha ricordato la dottoressa Piccoli - La soddisfazione, non solo dei pazienti, ma anche di tutto il personale medico e paramedico è stata altissima. Si tratta di una realtà completamente diversa che implica un'attenzione maggiore a tutto quello che nei nostri ospedali si dà per scontato».

«Dovrebbe essere un periodo di formazione obbligatorio per tutti i giovani specializzandi di aree chirurgiche e non – ha commentato la dottoressa Pecchini – perché ci aiuta a capire che ciò che noi diamo per scontato nella medicina non lo è per larghe fette della popolazione mondiale. Come disse Gabriel Garcia Marquez, “anche l’amore si impara”. Il compito dei senior dovrebbe essere non solo quello di trasmettere ai più giovani tecnica e tecnologia ma soprattutto passione, rispetto ed etica nei rapporti tra colleghi e con i pazienti».

«La guerra era vicina ma è sembrata lontana – aggiunge la dottoressa Mullineris - in mezzo a gente che anela la pace. La richiesta del popolo di Hebron è stata quella di continuare in queste attività formative. Lo dobbiamo anche all’amico e maestro Mario Meinero!». —



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