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Scout e lupetti si ritrovano in ricordo di padre Corrado

Gabriele Bassanetti
Scout e lupetti si ritrovano in ricordo di padre Corrado

All’ex ricreatorio San Francesco è stata organizzata una messa per il frate  L’occasione è stata anche motivo di incontro per gruppi di amici, dopo 30 anni

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Erano più di cento. Amici, ex scout o lupetti, ormai con tante primavere in più sulle spalle, ma di nuovo insieme, come capita ormai regolarmente e con crescente partecipazione a ogni santo Stefano, per ricordare padre Corrado Ronzoni, frate cappuccino scomparso il 21 dicembre 2012, una delle anime dell’ex ricreatorio San Francesco e soprattutto, insieme a Carlo Fatuzzo, fondatore degli scout a Sassuolo nel lontano 1971.

In suo ricordo nel pomeriggio di Santo Stefano è stata celebrata una messa alla parrocchia di Sant’Antonio, ex ricreatorio San Francesco, un tempo gestita dai frati, tra cui appunto padre Corrado che qui esercitò per due volte, la prima fra gli anni Settanta e Ottanta, la seconda negli anni Novanta.

A celebrare la messa un altro ex assistente ecclesiastico degli scout, padre Romano Mantovi, che ha avuto come concelebrante padre Sebastiano Bernardini, arrivato appositamente da Pavullo per questo sentito ricordo. Ad assistere alla funzione c’era lo stesso Carlo Fatuzzo, con cui tanti anni fa padre Corrado dette il via all’avventura scout in città e poi c’erano tanti ex ragazzi ed ex scout (qualcuno in realtà ancora iscritto all’associazione).

Uomini e donne che furono lupetti e coccinelle, esploratori e guide, rover e scolte e che quegli anni speciali non li hanno dimenticati, come non hanno dimenticato la figura di padre Corrado, frate di grande spiritualità e di altrettanta vitalità, appassionato di scoutismo ma anche di arte, di radio (per diversi anni fondò e condusse Radio Sant'Antonio proprio da una stanza a fianco della chiesa parrocchiale) sempre presente, coinvolgente e coinvolto in mille iniziative. Il ritrovo per ricordare padre Corrado però è anche l’occasione per tanti che hanno condiviso l’avventura scout, per rivedersi. Tanti non abitano neanche più a Sassuolo, tanti non hanno più frequentato gli scout da almeno 30 anni, altri invece hanno visto continuare quella splendida avventura con figli e nipoti. Ma tutti per l’occasione hanno voluto essere presenti.

Al termine della messa celebrata da padre Romano anche padre Sebastiano ha voluto condividere il suo ricordo: «Io mi sono sempre occupato - ha detto - dell’altra anima del ricreatorio, la società sportiva San Francesco. Di scoutismo sono sempre stato digiuno, ma ho guardato con ammirazione alle capacità di aggregazione di questo gruppo e sono stato fiero di tutto quello che gli scout hanno realizzato al ricreatorio. Come frate superiore all’epoca il mio contributo fu concedere agli scout spazi ampi quanto poche altre realtà nel modenese potevano avere. Il superamento del ricreatorio e del suo parco divertimenti, la costruzione della nuova chiesa (che io avrei voluto realizzare sotto il campo sportivo) mi ha lasciato grande amarezza per molto tempo, ma ho accettato che sia stata la volontà di Dio e oggi ringrazio di vedervi qui e capire quanto bene abbia fatto quell’esperienza a tante persone». —

Gabriele Bassanetti

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