«Un anno di attesa per riattaccare una protesi spezzata»
Ancora proteste per i tempi d’attesa in ospedale. Non si placa no le polemiche dopo la prenotazione di prestazioni sanitarie al Ramazzini, fissate in calendario per date improponibili.
A fare sentire la propria voce, questa volta, è la carpigiana Flavia Calzati. A Flavia è stato prospettato di attendere un anno no n per un intervento, bensì per ripristinare una protesi spezzata.
«Purtroppo non posso permettermi di andare da un dentista privato e, pertanto, devo ricorrere alle prestazioni sanitarie pubbliche - racconta la donna- Dopo la prima visita del 7 novembr scorso mi è stato detto che per la mia protesi spezzata avrei dovuto aspettare un anno per riaggiustarla. A me questo non sembra per niente giusto. Il mi caso rappresenta quello di tante altre persone, che si trovano costrette a convivere con tempi d’attesa biblici, avendo come unica scelta quella di rivolgersi alla sanità pubblica. Quello ai denti non è l’unico problema che ho. Nel 2012, dopo che è morta mia mamma mi hanno diagnosticato la fibromialgia. Come conseguenza di questa patologia devo assumere delle pastiglie, altrimenti non riesco a stare in piedi. E ora mi si è aggiunta anche la preoccupazione del dentista». —
S.A.
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