Il futuro dell’ospedale Ancora divisioni in Consiglio
Il Pd dice sì a nuovo nosocomio a Carpi ma con “garanzie” per quello della Bassa La minoranza e i Comitati vogliono invece un pari livello
MIRANDOLA. La battaglia dell’ospedale si traduce in una pirotecnica discussione nel corso del Consiglio Comunale che per qualche momento non ha fatto rimpiangere la mancata realizzazione del multisala cinematografico a Mirandola. In scena giovedì sera è andato il sequel della dibattito senza vincitori e vinti del precedente Consiglio. La maggioranza in sostanza proponeva di dare mandato al sindaco Maino Benatti, per accettare che Carpi si costruisca un nuovo ospedale tutto suo, abbandonando definitivamente l’opzione di un ospedale baricentrico tra Carpi e la Bassa, ma al tempo stesso di sedersi al tavolo della trattative. Motivo: per avere la legittimazione di un nuovo ospedale di area, a Carpi serve il bacino di utenti di Mirandola (90mila persone) che consenta di superare la soglia dei 150mila utenti fissati dalla legge Lorenzin per gli ospedali di area. L’opzione, proposta con la promessa di attente garanzie per Mirandola (non a caso in questi giorni si sono moltiplicati gli annunci pomposi su imminenti realizzazioni sanitarie nella Bassa, previste peraltro ormai da tempo) era stata rinviata alla precedente seduta, quando le minoranze (qualcuna per la verità impegnata a rifarsi una verginità sul tema) avevano reclamato nel documento unitario maggiore spessore per l’ospedale di Mirandola. Voto rinviato a giovedì, e la mediazione è stata tentata con la definizione di ospedale di Mirandola al medesimo livello operativo di Carpi. Ma, come si sa, le parole sono interpretabili. Così l’altra sera, sostenute da applausi scroscianti di oltre cento cittadini tra il pubblico, comprese le associazioni La Nostra Mirandola e Salviamo l’Ospedale della Bassa, le minoranze hanno chiesto che fosse chiaramente specificato come l’ospedale di Mirandola torni ad essere ospedale di Area o di Zona, e non come è oggi, semplice ospedale di prossimità, declassato insomma. L’assenza del sindaco Maino Benatti, costretto a disertare per un episodio che ha coinvolto il figlio, non ha favorito il dialogo per smussare gli spigoli partitici e l’elasticità delle parole. Risultato: la maggioranza Pd e dintorni ha approvato il suo documento, le minoranze, da Forza Italia alla Lega Nord, con ovazioni per i Cinque Stelle, hanno votato l’altro, quello dell’ospedale di pari livello chiaro e netto. Detto che comunque i due documenti, quello approvato all’unanimità a Carpi e quello approvato dalla maggioranza di Mirandola, non sono uguali. Detto che la Regione e i suoi riferimenti politici non si stracceranno le vesti e modificheranno i loro piani per un atto di indirizzo consiliare a Mirandola più o meno ossequioso, ora la discussione passa a Medolla, in occasione del prossimo consiglio dell’Unione dei Comuni Area Nord, slittato a metà gennaio. — A.S.
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