Il progetto Peter Pan per costruire legami tra detenuti e figli
Giochi, spettacoli e incontri per ricostruire i rapporti tra figli e genitori detenuti. Le attività rientrano nel progetto Peter Pan, promosso dal gruppo Carcere-Città al Sant’Anna.
«Vogliamo guardare la pena dal punto di vista dei bambini», la sfida rilanciata da Paola Cigarini, referente della realtà solidale modenese nata oltre trent’anni fa. Una missione non facile, che riguarda 100mila bambini in tutta Italia. «Molte volte i genitori tendono a dire che ci pensa qualcun altro – ha ripreso Cigarini – e noi con le nostre iniziative cerchiamo di riportare al centro la responsabilità, il desiderio di essere padri. Faremo ancora incontri con piccoli gruppi di scrittura e di elaborazione di pensieri, creando ascolto e partecipazione. Telefonare è difficile e spesso serve l’ambasciata».
Tra le iniziative da sottoporre alla nuova direzione «un collegamento Skype per i colloqui, soprattutto con la famiglia», come spiegato dalla referente. Carcere-Città è presente da tempo al Sant'Anna con lo Spazio Giallo. Un luogo in cui i familiari possono ingannare l’attesa prima di parlare con i cari. «Cerchiamo di creare contesti i più normali possibili – ha aggiunto la volontaria Cristina Franchini – in cui i bambini possano trovare situazioni simili ad altri luoghi, come gli scout e i gruppi di sport. Vogliamo coinvolgerli non tanto con i giocattoli, ma con attività in cui creino loro i giochi. Per esempio, quest’anno hanno fatto decorazioni di Natale, abbellendo gli spazi che purtroppo devono frequentare e portando i lavoretti ai genitori. Nelle feste, ogni famiglia ha uno spazio a disposizione. I bambini possono godere della presenza fisica dei genitori. Vogliamo coinvolgerli sempre di più, creando un piccolo spettacolo e nuovi giochi». Per Natale, i volontari hanno portato cinquanta panettoni ai detenuti. Il 30 novembre la Camera Penale Perroux di Modena ha sostenuto il progetto con una cena alla Mensa Ghirlandina, in cui sono stati raccolti 940 euro. «Ringraziamo i soci, i cittadini e la Fondazione Auxilium», è intervenuto l’avvocato Gianpaolo Ronsisvalle, delegato del Consiglio direttivo dell’Osservatorio Carceri. «Siamo lieti di dare il nostro contributo a un progetto lodevole – ha ribadito l’avvocato Sara Pavone, referente dell’Osservatorio – perché porta l’attenzione al detenuto come persona, portatore d’interessi e titolare di diritti». «Purtroppo ci sono circa sessanta detenuti per ogni educatore – ha ripreso Ronsisvalle – per cui non si riesce quasi mai in un percorso individualizzato». —
G.F.
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