Proteggere i dati aziendali è diventato il primo obiettivo
L’Italia è tra i paesi più colpiti dall’uso a scopo estorsivo dei “ransomware”, i virus che limitano l’accesso ai dispositivi e li infettano
Prima di tutto la protezione dei dati aziendali. È questo il primo obiettivo di un’azienda oggi. Tanto più che l’Italia negli ultimi mesi è, purtroppo, entrata nella classifica delle nazioni più colpite dai pirati della Rete. I cyber criminali, e persino altre aziende concorrenti, infatti, cercano costantemente di entrare in possesso di queste informazioni. Non a caso al momento i malware più temuti dalle piccole medie imprese sono proprio i ransomware.
I ransomware sono dei virus che limitano l’accesso del dispositivo, e quindi delle informazioni presenti all’interno, che infettano, richiedendo un riscatto (ransom in Inglese) da pagare per rimuovere la limitazione. Ed è esattamente quello che è accaduto a inizio dicembre al gruppo Iris ma anche ad un’altra decina di aziende modenesi nel corso dell’anno che si sta chiudendo , appestando altre ceramiche, aziende del distretto biomedicale di Mirandola, della meccanica... Secondo i ricercatori di sicurezza informatica dello Sans Institute nell’ultimo anno almeno il 78% delle aziende mondiali ha avuto a che fare con un malware. Nella maggior parte dei casi si è trattato di ransomware, ma anche gli attacchi DDoS hanno colpito diverse Pmi nell’ultimo periodo. Acronimo di Distributed Denial of Service l’attacco DDoS è un caso particolare di attacco DoS. Lo scopo di un attacco DDoS è quello di saturare le risorse di interi datacenter o Dns.
La causa principale di questa crescita di attacchi informatici alle Pmi è la noncuranza di alcune aziende. Non sempre la cybersecurity, infatti, è tra i primi obiettivi di un’azienda. Secondo Sans Institute il 58% delle imprese al momento gestisce manualmente le proprie vulnerabilità e questo significa che il Dns non è protetto in automatico. In questo modo per un hacker è molto semplice generare un attacco DDoS contro un’azienda. Dalla ricerca è anche emerso che i cyber criminali quando generano un attacco di tipo ransomware preferiscono rubare alcune specifiche informazioni. Non i dati sulla produzione, come molti si aspetterebbero, ma i codici d’accesso.
Il consiglio è quello di usare delle password complesse o temporanee per l’accesso dei dipendenti. Inoltre, è fondamentale eseguire costanti backup. — GLP
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