Elia, borsa di studio e liceo negli States
Il 17enne che frequentava il Tassoni ora è nel New Jersey «Qui dieci mesi per un’esperienza indimenticabile»
FORMIGINE. Dal castello alle porte della Casa Bianca. Non è il percorso compiuto da un ambasciatore, un economista o un consulente politico di fama internazionale. Magari un giorno lo diventerà, ma oggi Elia Bertelli ha appena 17 anni e frequenta il liceo modenese Tassoni. Quest’anno, tuttavia, ha dovuto salutare i compagni di viale Reiter per un “piccolo” viaggio di quasi 7mila chilometri. Il giovane, infatti, ha scelto di studiare per dieci mesi negli Stati Uniti. Ha ottenuto una borsa di studio di Intercultura, entrando a far parte della squadra di nove studenti partiti quest’anno dalla nostra provincia con la onlus.
La destinazione è Whiting, piccola comunità nel New Jersey, Stato sulla costa atlantica che trova collocazione anche nella bandiera americana. Il New Jersey era una delle tredici colonie ribellatesi nel 1776 al dominio inglese con la famosa Dichiarazione d’Indipendenza. Elia può osservarla dal vivo percorrendo una settantina di chilometri, più o meno quelli tra Formigine e Ferrara. La capitale Washington è invece distante più o meno quanto Roma da Modena, ma il giovane non si dà certo per vinto.
«Cerco sempre di cogliere ogni occasione per vedere almeno un pezzo degli Stati Uniti ogni volta», racconta. Due le avventure trascritte nel diario di bordo dopo i primi mesi negli States di una avventura i cui ricordi lo accompagneranno per tutta la vita. La prima è una splendida gita a Baltimora, con una visita al Museo delle Scienze e proiezione nel Planetario, al porto e al centro città. La seconda è un weekend di formazione nel New Jersey con altri 38 studenti di 22 Paesi del mondo. Lago, pallavolo ed escursioni al sabato hanno fatto da “aperitivo” ai marshmallow sul fuoco in mezzo alla foresta in una serata di confronto.
«Il mio amico Musa dall'Indonesia non ha mai visto la neve e a lui non piace il mare – aggiunge Elia che ha già fatto amicizia con altri studenti– mentre Martine, dalla Norvegia, forse farebbe cambio volentieri». L’indomani i giovani hanno invece raccontato le loro esperienze. «La scuola americana è davvero diversa da quella italiana – commenta to il 17enne formiginese – perché sono tante le attività dopo le lezioni, il rapporto tra insegnanti e studenti è molto più amichevole e scherzoso, la scuola tiene a te personalmente, alla tua crescita e alle tue passioni». «Elia era timido e impacciato – ha riconosciuto Martina Bortolamasi, presidente di Intercultura Modena – ma si scorgeva il germe dell’interculturalità che ora sta maturando e lo sta tramutando in un uomo e in un cittadino consapevole». —
G.F.
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