Pavullo, il docufilm su Felix Pedro epico cacciatore dell’oro fa il pieno al Mac Mazzieri
Salutato da un grande applauso il lavoro artistico di Paolo Muran sull’uomo partito povero da Trignano, divenuto ricco e deceduto di nuovo in povertà
PAVULLO. Tutti pazzi per Felix Pedro: ha riscosso un successo eccezionale la prima del docufilm sulla vita del leggendario cercatore d’oro che, partito povero nel 1883 da Trignano di Fanano il 22 luglio 1902 arrivò a scoprire in Alaska un filone d’oro che pose le basi per la nascita della città di Fairbanks. . Cinema Mac Mazzieri di Pavullo gremito da 400 persone giovedì per la presentazione: nessuno si sarebbe mai aspettato tanto in un orario (le 17) non proprio cinematografico.
Ma la curiosità è stata tantissima, così come l’apprezzamento per il lavoro di Paolo Muran, salutato da un lungo applauso finale.
Con lui il sindaco di Fanano Stefano Muzzarelli, Leandro Bonucchi per l’Unione, il presidente dell’Accademia dello Scoltenna Livio Migliori e poi in sala il giornalista e conduttore Giorgio Comaschi (che ha scritto un libro e un'opera teatrale dedicata a Pedroni, riportata in alcuni passaggi), il sindaco di casa Luciano Biolchini, il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei, l’ex Graziano Pattuzzi, la consigliera regionale Luciana Serri, Davide Zanza dell’ER Film Commission (Regione determinante nel finanziamento) e per la Fondazione Crmo la prof Rita Monticelli.
Tanta attenzione e tanto calore per un’opera che (col contributo di studiosi come Massimo Turchi e Claudio Busi, musiche di Paolo Fresu) ha ripercorso in maniera molto accattivante tutta la parabola umana di Felice Pedroni fino alla morte di nuovo in povertà e abbandono.
«Una figura emblematica di emigrante come tanti dal nostro Appennino – ha detto Migliori – per questo abbiamo sostenuto il progetto, per cui un sentito ringraziamento va a Leo Lo Russo: se non ci fosse stato lui a mettere attorno a un tavolo le persone e raccogliere le risorse, non se ne sarebbe fatto nulla. E grazie in primis al sindaco di Fanano che ha creduto da subito così tanto in quest'opera».
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«Vedere una folla del genere per questa storia di più di cent’anni fa è veramente un’emozione – ha detto Muzzarelli – grazie a tutte le persone e gli enti che hanno contribuito: adesso vorremmo portare l'opera a Fairbanks, rafforzando ancora il gemellaggio con il coinvolgimento della nostra squadra di hockey».
«Un’opera importante per ricordare con Pedro i nostri emigranti – ha ripreso Bonucchi – vittime di una politica di terrorismo che per certi aspetti rivedo oggi: riflettiamoci».
«Un lavoro anche fotografico veramente molto bello – ha commentato tra l’altro Comaschi – che fa rivivere da dentro la vita di Pedro, restituendo la sua fatica, il freddo che ha patito ma anche tutta la poesia di quest’uomo che ancora oggi ci colpisce al cuore». —
D.M.
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