Portile e l’incubo dei ladri: la controffensiva del vicinato
In gennaio prima riunione per costituire nella frazione il gruppo di controllo Chat, segnalazioni, la rete di cittadini. Bergonzoni: «Denunciare tutto e sempre»
MODENA Tartassati, saccheggiati, angosciati. Ma anche pronti a passare alla controffensiva facendo rete. A Portile si convive con il problema dei furti nelle case ormai da troppi anni: i residenti nel tempo hanno cercato di blindare garage, porte, finestre, il panorama si è arricchito di inferriate e sono in pochi a non aver ancora installato un sistema di videosorveglianza interno od esterno.
Una situazione purtroppo “tipica” delle frazioni , basti pensare alle gettonatissime Lesignana o Ganaceto, a Villanova o Cognento, oppure, senza andare in periferia, alcuni quartieri modenesi. Nonostante tutte queste difese i ladri arrivano, rubano e scappano e, come un calendario lunare, si va a periodi. Ci sono ondate di furti a cavallo dell’estate e tra settembre e novembre: appuntamenti non mancati anche quest’anno. A volte, come è capitato in via Tincani e Martelli, ci sono raid effettuati in due giorni consecutivi.
Ogni edificio od ogni villetta ha una sua “storia” da raccontare, un tributo pagato ai malviventi. I residenti, che ovviamente sono esasperati e che chiedono una maggiore protezione alle forze dell’ordine, ormai hanno capito che devono anche loro, come è già avvenuto o sta avvenendo un po’ in tutta la città, trasformarsi in sentinelle. Non isolate, scollegate o sporadiche, ma vedette che fanno parte di una squadra formata da decine e decine di occhi: la nascita del gruppo di controllo di vicinato a Portile è ormai imminente.
«Il 14 gennaio - dice Mara Bergonzoni, presidente del Quartiere 3, la vasta area che comprende pure San Damaso, San Donnino e zona Sant’Agnese - ci sarà una apposita riunione con i cittadini e gli esponenti della polizia municipale che da tempo stanno seguendo la nascita e la crescita dei gruppi di controllo di vicinato. Il problema c’è, i furti continuano ad esserci e bisogna creare una rete di cittadini che, proprio nel loro interesse, sia a supporto dell’operato delle forze dell’ordine. È necessario in ogni caso che non si tralasci, per sfiducia o per pigrizia, di denunciare qualsiasi tipo di reato, anche il tentativo di furto. Si vanno a creare statistiche e dati non veritieri, che determinano poi meno attenzione per determinate zone in caso di eventuali rinforzi o potenziamenti».
Da un anno e mezzo circa l'amministrazione comunale ha installato quattro telecamere, piazzate a coprire gli accessi in entrata e in uscita alla frazione.
Con il controllo di vicinato, una volta rodata la macchina della chat e rinforzati, se non riscoperti, i rapporti tra dirimpettai, tra residenti della stessa via o di zone confinanti, le telecamere saranno innumerevoli. Ogni appartenente al gruppo potrà diffondere le proprie segnalazioni, le proprie paure, le varie circostanze sospette. Queste verranno girate alla polizia municipale in modo che più tempestivamente le forze dell’ordine potranno intervenire, a volte cogliendo in flagranza di reato i malviventi o interrompendo il loro raid o predisponendo controlli preventivi.
Nel mirino non solo furti e scippi ma anche gli scenari in cui questi possono venire portati a segno: se in una strada c’è un tratto scarsamente illuminato, se vi è una zona dove si sono notati strani assembramenti o via vai, se si sta per insediare un giro di spaccio, tutto questo bagaglio di informazioni arriverà direttamente a chi di dovere.
«Le istituzioni ci sono - conclude la presidente del Quartiere 3 Mara Bergonzoni - ci adopereremo e saremo di supporto a queste iniziative per il bene e l a sicurezza della collettività». —
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