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la polemica 

«L’Ex Amcm rischia di fare la fine dei chioschi»

Luca Gardinale
«L’Ex Amcm rischia di fare la fine dei chioschi»

La Lega torna sul bando per la riqualificazione dell’area con il candidato Stefano Prampolini: «Si va verso lo stallo»

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«Ci risiamo: con il consueto modo di procedere della giunta comunale, purtroppo si preannuncia per i modenesi un’altra situazione di stallo sul modello chioschi del parco». Così, con un’allusione alla querelle che da quasi cinque anni “congela” gli scheletri di cemento che avrebbero ospitare le nuove baracchine al parco delle Rimembranze, il candidato sindaco della Lega attacca l’amministrazione sul bando per la riqualificazione dell’area Ex Amcm.

Un caso sollevato proprio dal Carroccio, che nei giorni scorsi aveva ripercorso le tappe della negoziazione tra Comune e Raggruppamento temporaneo di imprese che si è aggiudicato la gara: al centro della diatriba c’è stata la questione bonifica, dal momento che lo studio del 2013 allegato al bando dall’amministrazione (che rilevava la presenza di diversi inquinanti, a partire dal piombo) è stato giudicato insufficiente dalle imprese, tanto che il 30 ottobre il Comune ha commissionato una nuova indagine del sottosuolo a un’azienda bolognese. Ma in attesa dei risultati, l’attenzione del Carroccio si è concentrata soprattutto sulla trattativa Comune-Rti, conclusa con la disponibilità delle imprese a coprire i costi di bonifica fino a 500mila euro: «Consultando i numerosi documenti relativi al progetto - ha spiegato nei giorni scorsi il leghista Stefano Soranna, braccio destro del commissario cittadino Luca Bagnoli - particolarmente interessanti risultano i nove verbali della commissione giudicatrice, responsabile della procedura competitiva per l’affidamento dell’intervento di riqualificazione, composta dai dirigenti Maria Sergio, Nabil Eh Ahmadiè e Stefania Storti, che hanno poi portato all’aggiudicazione al raggruppamento temporaneo di imprese.

Come evidenziato nel verbale 4 del 30 ottobre 2017, la commissione ha inserito alcune prescrizioni progettuali riferendosi alle delibere di giunta riportate nel bando di gara, ritenendo tra l’altro che il soggetto attuatore “debba assumere integralmente a proprio carico gli oneri delle indagini preliminari, della caratterizzazione, della messa in sicurezza e della bonifica dell’area”. Prescrizioni confermate anche nel verbale successivo e nella lettera d’invito recapitata alle imprese. Quindi, verbale 6, apprendiamo che Rti ha fatto avere alla commissione gli elaborati tecnici richiesti, ma nei seguenti verbali il tema delle indagini ambientali e della bonifica non appare più. Quindi, leggendo la documentazione relativa alla presentazione di offerta vincolante presentata dai proponenti - incalza Soranna - si nota subito che Rti è disposta a pagare fino a un massimo di 500mila euro gli oneri di bonifica ambientale, mentre nello schema di contratto proposto viene specificato come il Comune si dovrà impegnare a ultimare le indagini preliminari che in realtà sarebbero a carico delle imprese».

« Sarà il Comune - chiede Soranna - a dover pagare il completamento dell’operazione? Oppure il rischio è quello che i lavori all’improvviso si fermino (magari dopo le elezioni), lasciando nuovamente il comparto in stato di degrado e abbandono?». Dubbi che la Lega riproporrà in consiglio comunale. —



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