Autonomia regionale, Bonaccini aspetta Conte
L’autonomia regionale sarà uno dei temi caldi del 2019. Il progetto, trainato soprattutto da Emilia Romagna e Lombardia, pone il governatore Stefano Bonaccini in un ruolo di attesa. Sull'autonomia Stefano Bonaccini aspetta la chiamata del premier Giuseppe Conte. Ma il presidente dell'Emilia-Romagna invita anche Lega e 5 Stelle a chiarirsi tra loro. «Si mettano d'accordo, questo giochino allo scaricabarile su singole questioni, in cui uno non permette all'altro di fare quello che l'altro vorrebbe è un problema loro, ma il fatto è che il problema non risolto rischia poi di scaricarsi sui territori. non può essere che qualcuno la dice e qualcun altro la ferma». Per Bonaccini la stessa regola vale tanto per le infrastrutture quanto per l'autonomia. «Si parlino, si siedano, si mettano d'accordo - è l'invito che viene dall'Emilia-Romagna - al governo ci sono loro, purtroppo non noi. Io voglio avere fiducia nelle istituzioni di questo Paese. E come con Gentiloni avevamo firmato la pre-intesa, ora mi aspetto che insieme al più presto firmeremo una intesa che il governo stesso aveva indicato come una priorità». Bonaccini, durante i saluti di fine anno con la stampa in viale Aldo Moro, risponde anche agli industriali del sud, che vedono nell'autonomia rafforzata per Emilia, Lombardia e Veneto un rischio per l'unità nazionale. «Pensare che sia a rischio l'unità nazionale è una iperbole inadeguata- dice il dem- ci sarebbe motivo di preoccuparsi se rimanessero tutte le tasse in casa di qualcuno, ma se le cose si fanno per bene potrebbe invece essere una strada virtuosa che anche altri potranno perseguire». Anche Forza Italia, in questo senso, sta con Bonaccini: «I timori sull’autonomia sono infondati», ha detto Andrea Galli. —
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