Tagli dal Governo: a Modena mancherà più di un milione Irpef verso l’aumento
L’assessore Bosi: «Meno soldi su Imu e mancati crediti Così si costringono i Comuni ad aumentare le tasse»
Prima di tutto meno soldi da Roma per il rimborso compensativo sul passaggio dall’Imu alla Tasi (tolta l’imposta sulla prima casa era Roma che stanziava una sorta di “contentino”). In più un aggravio sui bilanci comunali del maggior accantonamento per coprire i crediti di dubbia esigibilità (ad esempio le multe e le imposte non pagate). Basta questo quadro, a dir poco allarmante, per capire quanto la nuova manovra economica del Governo inciderà negativamente sui bilanci dei Comuni. Modena è uno di questi.
Qualche ora di pausa per festeggiare il Capodanno anche per i tecnici comunali, ma la ragioneria è al lavoro nel cercare di analizzare le prime vere ripercussioni: «Finiremo i conti questa mattina - spiega l’assessore al bilancio Andrea Bosi -ma il quadro è purtroppo piuttosto sconsolante: alla spesa corrente del Comune di Modena mancherà una cifra di poco inferiore al milione e mezzo di euro».
Quindi? Appunto, cosa succederà? «Il problema esiste - prosegue Bosi - e non sarà di facile soluzione. Intanto saremo costretti, tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio, ad una variazione di bilancio per riassestare i conti. Ma i soldi andranno comunque trovati e di questo passo il rischio è che i Comuni siano costretti ad aumentare le tasse».
Meno soldi da Roma su rimborso Imu e sui crediti di dubbia esigibilità, dal Governo è arrivata anche la possibilità di ricorrere all’aumento dell’addizionale Irpef: «L’obiettivo già dichiarato e confermato dall’amministrazione di Modena è quello di non aumentare le tasse ma di questo passo sarà tutto molto complicato. Tagliare la spesa corrente significa obbligare i Comuni a ricorrere allo sblocco della leva tributaria che, guarda caso, oggi il Governo permette. Come se fosse un affare solo nostro. E invece no, riguarda tutti i cittadini. Non è una questione politica ma di qualità della vita per tutti».
Tornando ai numeri il quadro è piuttosto chiaro: la spesa corrente del Comune di Modena ammonta oggi a 160 milioni di euro, che per il 70 per cento è divisa tra sociale e scuola, i capitoli di spesa più consistenti. Un milione e mezzo di euro è l’un per cento, ma di questi tempi è sostanza: «Ci era stata tolta l’Imu sulla prima casa e ogni anno Roma destinava ai Comuni una somma a parziale copertura del mancato introito: solo questa scelta per Modena significa 700mila euro in meno. Se a questo ci sommiamo che saremo obbligati ad immobilizzare più fondi per le garanzie sui crediti inesigibili, capite che la situazione diventa preoccupante perchè sono altri soldi - nella misura di 6/700mila euro - che verranno a mancare sempre in spesa corrente. Non stiamo parlando di investimenti, ma di ciò che serve per mandare avanti il Comune enon fare mancare nulla ai cittadini».
Bosi rincara la dose: «È una manovra non espansiva, brutta, che scarica il deficit sulle generazioni future. Non hanno fatto nulla di quanto promesso: nessun taglio alle spese militari, riduzione degli investimenti e aumento della pressione fiscale di almeno mezzo punto. Difficilmente poteva andare peggio...». —
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