Modena, pretendenti in fila per gestire il Mammut
Il club sportivo fallito di via Ghiaroni a Modena: baristi e ristoratori, ma anche circoli hanno telefonato al curatore Riccardi per chiedere di gestire gli impianti ricreativi e sportivi
MODENA. In questi giorni la sabbia sembra scorrere molto più velocemente nella clessidra che misura il futuro del Mammut.
Per il curatore fallimentare Gianluca Riccardi sono giorni di fuoco; i bilanci completi delle ultime operazioni del club di via Ghiaroni stanno arrivando in queste ore e subito dovrà controllare le carte, incrociando conti, uscite ed entrate per predisporre un piano da sottoporre al giudice fallimentare.
Al tempo stesso deve fronteggiare le richieste che gli sono arrivate da più parti, sapendo che il tempo è un fattore strategico per valorizzare la struttura chiusa da tre settimane e che aspetta un rilancio idoneo, utile a valorizzare campi da tennis, palestra e, all’arrivo della primavera anche la piscina.
Ma si tratta di fare presto, il più presto possibile. A fronte dei primi furti che ne corrodono il valore per un possibile futuro gestore, anche temporaneo, della struttura, ci sono molte telefonate d’interessamento che stanno affollando il telefono di Riccardi.
Baristi, ristoratori, presidenti di circoli sportivi di ogni tipo, piccoli imprenditori soprattutto edili ma anche personaggi che dicono di telefonare per conto di altri potenziali soci interessati: sono tante le richieste che arrivano al commercialista per chiedere i costi di un eventuale affitto di quei 35 mila metri quadrati all’immediata periferia della città, ricco di spazi verdi e strutture ricreative.
Per ora è tutto sigillato. Il Mammut è finito nel vortice del fallimento del Modena Calcio legato a Caliendo ma con un provvedimento a sè stante. Ufficialmente la gestione, con un contratto autonomo, era stata affidata a Marja Caliendo, figlia dell’ex patron della società canarina.
Ma la corsa contro il tempo vede sullo stesso lato della barricata sia il curatore fallimentare del club, Riccardi per l’appunto, sia il suo collega che si occupa di quello più ingombrante del vecchio Modena Fc, il commercialista Claudio Trenti. Quest’ultimo a sua volta deve curare la patrimonializzazione della Finstars srl, una delle società della vecchia galassia gialloblù, che è la proprietaria ufficiale degli edifici e degli impianti del Mammut.
Quando si venderanno i muri e i campi sportivi dovranno essere ben tenuti e in attività; ma come si fa a indire un bando per la gestione del club se non si sa per quanto tempo si potrà offrire la gestione? Chi sarà disposto a un affitto a orologeria, senza certezze di durata? Ma non è tutto. Nel momento in cui a poche centinaia di metri distanza dovrebbero sorgere i 500 appartamenti previsti nell’accordo tra Comune e privati, la valorizzazione immobiliare diventa decisiva. E c’è già chi si è mosso da tempo per comprare e farne un quartiere su misura. —
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