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Brindisi e poesia in dialetto per salutare Walter Botti

Alfonso Scibona
Brindisi e poesia in dialetto per salutare Walter Botti

Ha chiuso la baracchina dei libri in piazza 

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ultimo atto

Alla fine sono scappate anche le lacrime. L’ultimo giorno di lavoro di Walter Botti, accanto al suo banco dei libri e fumetti usati, in piazza Garibaldi, è stato caratterizzato dall’inatteso arrivo di un folto gruppo di amici che hanno anche portato tutto l’occorrente per un brindisi di fine anno e fine attività. Ad organizzare il tutto è stato Carlo Turrini che, oltre alle tartine ed una bottiglia di prosecco, ha consegnato a Botti una composizione in dialetto con dedica.

Botti, sollecitato nella lettura dello scritto, quando ha iniziato si è trovato davanti alla frase che ricordava il padre e non ce l’ha fatta. «L’emozione è stata troppo forte - ha commentato dopo essersi rasserenato, attorniato da tanta gente che ha invaso il portico di “Piazza Piccola” - ma soprattutto non mi aspettavo tanta gente l’ultimo giorno dell’anno che si fermasse a salutarmi. Questo mi riempie di soddisfazione perché vuol dire che sono stato benvoluto e sono entrato nel cuore di tanta gente diventando il punto di riferimento della sassolesità storica per i libri e le foto antiche che ho commercializzato».

Botti è stato anche sollecitato a “non abbandonare il centro” ed ha risposto positivamente anche se con onestà ha ribadito che la sua è stata “una decisione di cuore per dedicarmi alla famiglia e ai nipoti”. —

Alfonso Scibona

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