«Migranti, rispetterò la legge ma confido nella Consulta»
Muzzarelli e il decreto Salvini: «Sono un pubblico ufficiale e non posso chiedere ai dipendenti comunali di violare le norme. Ci penserà la Corte Costituzionale»
Il giudizio rimane decisamente critico, ma senza forzature dal punto di vista legale: all’indomani della rivolta dei sindaci Pd contro il decreto sicurezza - partita da Palermo, dove il sindaco Orlando, con una nota inviata all’ufficio anagrafe, ha dato disposizione di non applicare la legge Salvini per quanto riguarda la possibilità di concedere la residenza a chi ha un permesso di soggiorno - il primo cittadino modenese Gian Carlo Muzzarelli ribadisce la sua bocciatura nei confronti del decreto Sicurezza, ma senza chiedere ai dipendenti comunali di non rispettare la legge.
A sollecitare una risposta simile a quella siciliana, ieri mattina, era stato il laboratorio politico di sinistra “Volta pagina”: «Chiediamo che anche lei, signor sindaco - si è rivolta ieri a Muzzarelli la nuova lista civica - provveda a far verificare al responsabile dell’anagrafe le conseguenze giuridiche e pratiche dell’applicazione del recente decreto Sicurezza proposto dal ministro Salvini. Il decreto prevede infatti che i cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno per richiesta asilo non possano più iscriversi all’anagrafe: l’iscrizione anagrafica è però un elemento fondamentale per il pieno riconoscimento dei diritti delle persone e per garantire l’accesso all’attività lavorativa. In attesa di questa verifica - incalza “Volta pagina” - occorre che gli uffici comunali sospendano, per gli stranieri coinvolti nell’applicazione della legge, qualunque modifica delle procedure che possa intaccare i diritti fondamentali della persona».
Secondo il laboratorio politico, insomma, «in questa situazione sono in gioco interessi primari della persona come l’assistenza e l’asilo. La invitiamo quindi a sospendere la modifica delle procedure anagrafiche - questo l’appello della lista civica al sindaco - nell’attesa di verificare gli effetti di questa norma. Tra gli altri aspetti, il decreto toglierà i documenti a migliaia di persone, rendendo improvvisamente clandestini anche molti stranieri che oggi risiedono regolarmente in Italia, lavorano e pagano le tasse». La risposta di Muzzarelli non si è fatta attendere: «Il Consiglio comunale ha già espresso un giudizio contrario al decreto Salvini - fa sapere il sindaco - che a nostro parere viola fondamentali diritti umani e crea condizioni per aggravare insicurezza nelle città, sia sul versante del lavoro nero e della criminalità che su quello della tutela della salute dei singoli e della collettività. Da questo punto di vista, mi auguro che la Corte Costituzionale sia celermente chiamata a pronunciarsi per eliminare gli elementi di incostituzionalità di una parte delle norme volute dal ministro dell’Interno. In quanto sindaco e ufficiale di governo - precisa però il primo cittadino - non posso imporre ai funzionari del Comune di violare la legge in vigore».
Una risposta diversa da quella del sindaco di Palermo, insomma, anche se resta la contrarietà al nuovo provvedimento: «Come già annunciato - chiude Muzzarelli - faremo tutto quanto nelle nostre possibilità per garantire assistenza e dignità a tutte le persone e per impedire che si formi una platea di individui abbandonati a se stessi e in balia del caso e della criminalità». —
Luca Gardinale
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