Molestie alla dottoressa e scoppia il caso barboni che vagano in ospedale
MIRANDOLA. Un conosciuto e attempato barbone, spesso barcollante per eccessi alcolici, assiduo frequentatore dell’ospedale, artefice di una molestia a sfondo sessuale ad una dottoressa della guardia medica.
È questa la vicenda che ieri ha mandato in subbuglio la direzione sanitaria dell’ospedale di Mirandola. Preoccupata di smentire che la donna avesse subito una aggressione, di specificare che all’arrivo della polizia il medico avesse deciso di non presentare denuncia, e che le molestie non sono avvenute nell’ambulatorio della guardia medica ma “al momento dell’ingresso nell’ambulatorio”. Smentite che però confermano pur confusamente un atto che per la legge è grave, e severamente punito.
Circostanza che a questo punto costringerà la polizia del Commissariato a nuove verifiche, dopo che già ieri la polizia aveva escluso che ci fossero state una denuncia e tantomeno indagini, dal momento che all’arrivo degli agenti l’uomo si era già allontanato e la dottoressa aveva escluso fosse accaduto nulla di grave. Anche perché, conoscendo il personaggio in questione, noto a tutta Mirandola, era francamente plausibile che non si fosse reso artefice di aggressioni.
Di certo, invece, la questione “molestie sì, aggressione no” è servita più o meno maldestramente a sollevare il problema dei senzatetto, disperati e pazienti dei servizi assistenziali che bivaccano in ospedale di notte e di giorno. Problema già segnalato in passato dal personale in servizio, senza risposte risolutive. Un caso addirittura è quello di un medico caduto in disgrazia. Con il polverone sollevato, pur trattandosi di casi umani, più che di delinquenti, la questione non potrà essere schivata. A prescindere dal destino penale del barbone ubriaco che martedì pomeriggio ha toccato o palpeggiato la dottoressa. —
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