Viadotto sull’Estense: rafforzati i pilastri dopo la denuncia choc
Blocco di cemento, palificazioni e massi di sostegno alla base del primo pilone erosa negli anni dal Rio Torto
Massi da 70 quintali come “cura ricostituente” per la base danneggiata in questi anni dall’erosione delle acque.
Sono riprese mercoledì con una spettacolare movimentazione di mezzi e materiali le operazioni di consolidamento del primo pilone (salendo) del viadotto dell’Estense che fa da collegamento da Serra a Pavullo, sostenendo un flusso giornaliero di migliaia e migliaia di mezzi e merci. È la fase finale dell’intervento iniziato la notte del 3 dicembre con la gettata di 9 pali posti attorno alla base su cui poi è stata costruita una zoccolatura di cemento alta quasi un metro e mezzo. Su questo blocco ora vengono posizionati questi massi a formare una scogliera che garantisca la maggiore protezione possibile al pilone, ripristinando di fatto la situazione originaria, quando la sua base era pienamente interrata. Poi anni e anni di erosione delle acque del Rio Torto e di quelle che scendono dal fianco della montagna hanno condotto allo scenario preoccupante documentato l’estate scorsa dalla Gazzetta raccogliendo la preoccupazione di molte persone dopo il disastro di Genova.
Il basamento infatti si presentava scoperto per un'altezza di quasi due metri nella parte a valle. Anas, che già trimestralmente monitorava la struttura, ha svolto un supplemento d’indagine tecnica da cui sono emersi elementi che, pur non riconducibili a problematiche di tenuta strutturale, hanno consigliato un intervento di ripristino da disporre entro la fine dell’anno.
E sostanzialmente la tempistica è stata rispettata: il posizionamento dei giganteschi massi (cementati) dovrebbe terminare in queste ore, permettendo di coprire la base pressoché interamente (rimarrà scoperta in cima solo una cinquantina di centimetri) con una soluzione che si prospetta duratura nel tempo. I lavori da 33.667 euro sono svolti dalla Canovi Costruzioni di Lama (in collaborazione con la Crovetti Dante di Pieve) e al termine della fase muraria prevedono anche un'opera di regimazione per ripristinare un pieno deflusso delle acque.
TRA PAVULLO E SESTOLA
Il 7 gennaio inizieranno invece gli accertamenti generali disposti dalla Provincia sui calcestruzzi del ponte sullo Scoltenna che collega i territori di Pavullo e Sestola, preliminari a un consistente intervento di consolidamento (200mila euro di investimento). A seguito delle prove vibrazionali fatte il 21 dicembre, infatti, è emersa anche qui la necessità di rafforzare una pila. I lavori comporteranno l’istallazione di un sistema di protezione con micropali e anche in questo caso di una scogliera, più la creazione di una nuova briglia per limitare l’erosione e l’abbassamento dell'alveo. Si procederà poi al posizionamento di nuovi giunti di dilatazione e al risanamento dei calcestruzzi e delle armature, per prolungare la vita dell’infrastruttura. —
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