Cinghiali in A1, inchiesta sulla recinzione
Indagine sullo schianto in cui è morto Slavomir Lombardi di Castelnuovo. La Procura: «Non è certo che fosse integra»
CASTELNUOVO. La Procura di Lodi ha aperto un’indagine sull’incidente avvenuto giovedì mattina, attorno alle 4, sull’autostrada A1, all’altezza di Borghetto Lodigiano in direzione sud. Nello schianto, causato da tre cinghiali, ha perso la vita Slavomir Lombardi, 28enne polacco e residente a Castelnuovo, dove era stato adottato da Luigi Lombardi, che lavora nel settore immobiliare, e da Maria Giovanna Fedele, nota pediatra del paese.
Il procuratore Domenico Chiaro ha aperto un fascicolo specificando che «ci sono dubbi sul fatto che la rete fosse integra al momento dell’incidente». Un atto dovuto, a cui la direzione di tronco Autostrade di Milano risponde che «dalle verifiche effettuate nell’immediatezza dell’incidente dai tecnici e anche dalla polizia stradale, l’impianto di recinzione che delimita la proprietà autostradale è risultato integro e in corretto stato di efficienza e che il passaggio dei cinghiali è avvenuto tramite un varco creato dagli stessi al di sotto della rete. Da una prima ricostruzione sembrerebbe peraltro che la persona deceduta fosse a bordo di un veicolo sopraggiunto successivamente all’investimento dei cinghiali da parte delle altre due vetture».
Questo è un punto che sembra ormai essere chiaro, ovvero che la tragedia si è consumata in due momenti distinti. Quando i tre cinghiali, due adulti e uno di piccola taglia, attraversano la strada restano immobili, abbagliati dai fari di un’auto che sopraggiunge e che li colpisce in pieno. Una seconda vettura piomba sulla scena e centra le carcasse degli animali. A quel punto i coinvolti, che per il momento non hanno ferite gravi, invece di liberare al più presto la carreggiata restano sul luogo dell’incidente. Uno di loro è al telefono con la Polizia stradale quando arriva la Polo di Slavomir Lombardi: la comunicazione si interrompe. Il 28enne muore pochi minuti dopo lo schianto, la fidanzata sassolese che gli siede accanto riporta gravi lesioni, così come il 40enne di origini leccesi che era al telefono con gli agenti.
ALLARME CINGHIALI
L’incidente ha scatenato polemiche per la proliferazione dei cinghiali e degli altri animali selvatici. L’Osservatorio Asaps (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) nel 2017 ha registrato 155 incidenti con il coinvolgimento di animali, nei quali 14 persone sono morte e 205 sono rimaste seriamente ferite. In 138 casi l’incidente è avvenuto con un animale selvatico e in 18 con uno domestico. Nei primi 10 mesi del 2018 si sono verificati 118 eventi gravi che hanno causato 10 morti e 155 feriti. Un allarme a cui si unisce la Cia (l’organizzazione di categoria degli agricoltori): «La media annua delle domande di indennizzi per i danni da fauna selvatica supera i due milioni di euro in Toscana ed Emilia-Romagna». L’incidente in A1, per la Cia, è la classica goccia che fa traboccare il vaso e porta Cristiano Fini, presidente della Cia Emilia-Romagna a invocare un cambiamento normativo radicale. «Bisogna intervenire sulla legge nazionale sulla caccia, la 152 del 1992, ovvero riformarla e adattarla alle nuove ed urgenti esigenze del territorio: è il primo passo da fare poiché l’attuale normativa pone dei vincoli nella gestione e nel contenimento di determinate specie invasive - e decisamente numerose - tali da mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini, oltre che a compromettere le colture agricole». —
Giovanni Balugani
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