Il raggiro del finto avvocato I veri carabinieri lo arrestano
Articolata indagine scopre un’organizzazione di truffatori che colpiva gli anziani Una 83enne depredata di tutto l’oro con la scusa di un falso incidente del figlio
PAVULLO. Una truffa odiosa ai danni di un’anziana, a cui è stato rubato tutto quello che si poteva rubare facendo leva sul suo amore per il figlio. L’indagine condotta dal carabinieri del Nucleo Operativo di Pavullo è stata lunga e complessa, ma ha scoperchiato un’organizzazione criminale che potrebbe aver fatto diverse altre vittime, in tutta la provincia. Giovedì i militari sono andati a Napoli per eseguire l’ordinanza cautelare emessa dal gip di Modena Eleonora Pirillo su richiesta del pm Maria Angela Sighicelli nei confronti del 33enne Gennaro “Genny” Vaccaro. È agli arresti domiciliari con l’accusa di concorso in truffa aggravata per quanto commesso a Pavullo il 12 aprile 2018.
IL FURTO DI TUTTO
Allora, in tarda mattinata, una 83enne residente nella zona di Serra di Porto ha ricevuto una telefonata (che si è appurato partita da Napoli) in questi termini da un fantomatico maresciallo: “Guardi che suo figlio in un incidente ha ferito in modo grave una persona e adesso è qui in caserma: c’è da pagare una cauzione di 4mila euro, altrimenti finisce in carcere: le mandiamo un avvocato per riscuotere”.
Nel giro di pochi minuti si è presentato il 33enne in veste di falso avvocato (già pronto in zona con la sua Smart nera). L’anziana ha aperto la cassaforte e gli ha dato 500 euro, ma lui ha detto che non bastavano e che doveva prendere almeno tutto l’oro che c’era. Ma neanche così, a suo dire, l’importo era raggiunto. Allora ha avuto l’ardire di chiederle di consegnargli anche gli orecchini che portava. E addirittura la fede nuziale che le ricordava il marito morto poco prima. Poi ha preso la porta ed è svanito. Quando la signora ha potuto sentire il figlio, si è resa conto disperata di tutta la truffa e ha denunciato ai carabinieri.
L’INDAGINE
L'informativa è stata raccolta dal pm Sighicelli che ha disposto approfondimenti. E da qui è partita una lunga attività d’indagine dei carabinieri da cui si è appurato che quella stessa mattina una ventina di anziani pavullesi aveva ricevuto una telefonata dello stesso tenore, partita sempre da Napoli. Sintomo che dietro c’era un’organizzazione con accesso a una banca dati con i numeri di anziani, a cui sistematicamente si raccontava la storia del figlio. Risalire a “Genny” non è stato semplice: la Smart è risultata intestata a un prestanome, lui stesso si è celato dietro a un alias. Andando più volte a Napoli, in collaborazione con i colleghi del posto, i carabinieri di Pavullo lo hanno però individuato, scoprendo che alle spalle aveva truffe dello stesso tenore compiute in tutta Italia. Hanno così steso una relazione dettagliata sulla pericolosità dell’individuo tramite la quale il pm ha ottenuto l’arresto. La sua foto è stata diffusa ai fini di agevolare l’attività d’indagine (che continua alla ricerca del complice), perché altre vittime possano riconoscerlo e denunciare (com’è stato per i fratelli Riviera), permettendo di acquisire altri elementi sull’organizzazione. —
Setti-Montanari
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