Strade, in un anno tre morti al mese «La strage continua»
Dopo il picco del 2017, i decessi sono 38, gli stessi del 2016 Associazione vittime: «Serve un deciso sforzo da Roma»
In un anno 38 persone che si sono messe alla guida ora non ci sono più. Tre decessi al mese, circa: famiglie distrutte, traumi che non si cancellano, lunghi e strazianti iter nei tribunali. La strada continua ad uccidere e i numeri parlano chiaro: anche se non c’è stata la strage registrata nel 2017, quando i decessi erano stati 58, con un balzo del 54% rispetto all’anno precedente, il 2018 appena concluso ha fatto registrare una sostanziale regressione. Si è tornati in pratica ai livelli del 2016, quando i decessi erano stati 37. Bisogna cantare vittoria? Per nulla, il dato dimostra che, picchi a parte, non si riesce a far diminuire il numero delle tragedie su strada. Tutti questi numeri, con relative considerazioni arrivano dall’Associazione italiana familiari e vittime della strada, sezione di Modena, presieduta da Franco Piacentini. «Il decremento è confermato - informa Piacentini - anche rispetto al 2015 (47 decessi) e al 2014 (45) ma ancora lontani a quell'obiettivo minimo di diminuzione del 50% della mortalità rispetto al 2010 quandosi contarono 58 decessi».
Chi sono i 38 deceduti in città e provincia? Quindici conducenti d’auto, otto dei quali per fuoriuscita senza apparente coinvolgimento di altro mezzo. Poi ci sono sette pedoni, tutti investiti; tre ciclisti, tutti investiti; nove in moto o scooter, di cui due fuoriusciti senza apparente coinvolgimento di altro mezzo; un camionista (che ha tamponato in autostrada). Guardando l’età, nella fascia 0-18 si registrano tre deceduti, tra i 19 e 59 si sale a 19, tra i 60 e 70 sono 10 ed oltre i 70 sono 6. Per quanto riguarda il sesso, i maschi sono i più colpiti con ben 33 decessi su 38. Trara le cinque femmine due erano trasportate e due erano pedoni. Gli stranieri deceduti sono almeno tre. Le polizie locali hanno rilevato il maggior numero di incidenti mortali (27), seguite da polizia stradale (6 di cui 4 in autostrada) e carabinieri(5).
«Dal 2002 ad oggi, sulle strade della provincia, hanno perso la vita 1157 persone - ammonisce Franco Piacentini - praticamente è sparito l’equivalente della popolazione di un comune come Fiumalbo o la somma dei residenti di Riolunato e mezzo Montecreto o ancora la somma di frazioni come Marzaglia e Navicello o Paganine e San Donnino».
È evidente che il problema esiste e che vada affrontato cercando interventi e soluzioni migliori rispetto a quanto sia stato fatto sinora.
«Nonostante gli sforzi delle amministrazioni locali, nonostante le indiscusse azioni di indirizzo e coordinamento della prefettura - conclude Franco Piacentini - rimangono criticità e senza un deciso sforzo dell'amministrazione centrale del Governo non si potrà pensare di ridurre concretamente il problema». Bisogna quindi puntare decisi sulla sicurezza: intervenire per adeguare le infrastrutture e per rafforzare gli organici di forze dell’ordine e prefettura con compiti specifici. —
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