Utenza appena collegata al posto delle bombole
NONANTOLA. Tra le ipotesi sulle cause dello scoppio che ha devastato la palazzina la più accreditata è la fuga di gas. Ieri mattina era stato installato il nuovo contatore che avrebbe allacciato l’utenza alla rete. Dalle prime verifiche effettuate poco dopo l’esplosione le tubature sarebbero state regolari. Andranno invece effettuati ulteriori accertamenti sul vecchio collegamento ai fornelli, alimentati in precedenza con le bombole. E questa potrebbe essere una delle ragioni che hanno portato alla fuga di gas.
«Prima non c’era il contatore: mancava proprio tutto il blocco del gas - spiega Giuseppina Brusa, figlia degli inquilini dell’alloggio esploso - Oggi (ieri per chi legge, ndr) lo hanno installato e hanno riaperto il gas. Noi abbiamo contattato Enel Energia per effettuare questa operazione: non so, però, se il gestore abbia operato direttamente o attraverso altre aziende. L’assenza del blocco del gas è stata provvisoria. Non è dovuta a vicende di morosità: i miei genitori hanno sempre pagato le bollette. Al momento dello scoppio terrificante la luce era accesa: erano in casa e si stavano preparando da mangiare, era già buio... ».
La caldaia, all’interno dell’appartamento, non era funzionante, stando alle testimonianze dei famigliari. «Per scaldarsi usavano un termoconvettore ugualmente efficace nella produzione di calore - proseguono i famigliari dei Brusa - E un nostro parente ha provato a usare i fornelli per preparare un caffè. Tutto era regolare, nessun cenno di malfunzionamento. Fino alla tragedia sfiorata. La cucina era piuttosto nuova». —
S.A.
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