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«Abbiamo recuperato alcuni oggetti E adesso?»

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«Abbiamo recuperato alcuni oggetti E adesso?»

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NONANTOLA. Non c’è né rabbia né paura. Alberto Manghi guarda la sua casa: «Devo dir la verità? Sono senza sentimenti in questo momento».

Lui è proprietario di uno dei due appartamenti del secondo piano, non quello sopra al punto dell’esplosione: «Ma ero in casa e il botto è stato incredibile», specifica. Assieme alla moglie ha trascorso la notte alla Locanda Abbazia, dove l’amministrazione comunale ha messo a disposizione le camere. Certo dormire non deve essere stato facile, pensando soprattutto a che cosa sarà adesso: «Il palazzo è degli anni ’60. Ha retto al terremoto e ha retto anche questa volta. Ora aspettiamo che ci dicano se possiamo rientrare». Sarebbe un po’ come voltare pagina: «Potremmo far partire i lavori necessari. Da quello che mi hanno detto i vigili la situazione non è terribile, ma finché non ci danno l’ok...».

È proprio il tempo a spaventare gli inquilini: «Quanto tempo ci vorrà?», dice un’altra signora. «Io, per fortuna, non ero a casa al momento dell’esplosione, ma adesso non sappiamo se potremo rientrare nelle nostre case. In Italia queste cose vanno avanti per tempi lunghissimi. Ma una cosa la voglio dire». E indicando i vigili del fuoco aggiunge: «Loro sono davvero meravigliosi». —

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