Crevalcore, anniversario del disastro ferroviario in cui morirono 17 persone, 6 i modenesi
Sarà ricordato, domani, il quattordicesimo anniversario dell'incidente ferroviario di Crevalcore (Bologna). Alle 12.53 in una fitta nebbia si scontrarono in un tratto a binario unico un merci proveniente da Roma e un interregionale da Verona, provocando 17 morti e decine di feriti. Il processo si chiuse nel 2011 con l'assoluzione di 10 dirigenti delle Ferrovie. Non ci fu appello.
CREVALCORE. Sarà ricordato, domani, il quattordicesimo anniversario dell'incidente ferroviario di Crevalcore (Bologna). Alle 12.53 in una fitta nebbia si scontrarono in un tratto a binario unico un merci proveniente da Roma e un interregionale da Verona, provocando 17 morti e decine di feriti. Il processo si chiuse nel 2011 con l'assoluzione di 10 dirigenti delle Ferrovie. Non ci fu appello.
Nella chiesa di San Silvestro, alle 10, è prevista la Messa in suffragio delle vittime, poi alle 11.30 al Parco '7 gennaio 2005', la deposizione di fiori al Cippo.
«Il dolore non passa, resta vivo in ognuno di noi anche dopo tanti anni. I 17 morti, i feriti, lo strazio dei loro cari e dell'intera nostra comunità di Crevalcore per il disastro ferroviario del 2005 sono ancora ben presenti. Così come ben ricordiamo la forza con cui Crevalcore seppe reagire e affrontare con dignità e forza gli effetti di quel dramma. Oggi ricordiamo tutto questo, perché la memoria delle tragedie che colpiscono le nostre comunità è un modo per onorare i morti e per vaccinarsi per il futuro, affinché non accadano più», dice la presidente dell'Assemblea legislativa regionale, Simonetta Saliera.
«In tutti noi - prosegue - è ancora vivo l'impegno dei soccorritori, in primo luogo dei Vigili del Fuoco e dei ferrovieri, e di tutta una comunità che seppe aiutare chi aveva perso i propri cari. Queste giornate ci ricordano come dobbiamo porre grande attenzione ai temi della sicurezza sul lavoro e sui mezzi di trasporto per garantire serenità all'altezza dei diritti e delle aspettative dei cittadini».
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Le vittime modenesi
DONATELLO ZOBOLI, 32 anni, di Finale Emilia. Assessore allo Sport del Comune di Finale, era entrato in giunta un anno fa come indipendente. Appassionato di calcio, aveva giocato nella primavera del Modena.
DIANA BARALDINI, 30 anni, moglie di Zoboli e titolare di un negozio di fiori a Finale Emilia. Lasciò la madre vedova, che a Roma stava aspettando di riabbracciare lei e la sorella Claudia.
CLAUDIA BARALDINI, 36 anni, sorella maggiore di Diana Baraldini.
DANIEL BURIALI, nato a Citta' del Messico il 15 gennaio del 1984. Il giovane, che avrebbe compiuto 21 anni una settimana dopo, era partito da Mirandola (Modena), dove risiedono i genitori che hanno effettuato il riconoscimento.
ANDREA SANCINI, avrebbe compiuto 32 anni in aprile. Professore in un liceo di Mirandola, era nato a Bologna. Era sul treno perche' faceva il pendolare tra il bolognese, dove abitava, e la cittadina dove insegnava.
ANNA MARTINI, psicologa, 30 anni, di S.Martino Spino, frazione di Mirandola (Modena). In tirocinio professionale all' ospedale Sant' Orsola di Bologna, era salita a Mirandola sul treno per Bologna: saputo dell' incidente, la madre l'ha chiamata due volte sul cellulare, riuscendo però a sentire solo una breve risposta della Polizia, perchè la batteria era esaurita.
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