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savignano 

I beni abbandonati? Affidati gratis a chi li vuole gestire

Progetto di partecipazione attiva instradato dal Comune Vale per edifici privati inutilizzati e aree verdi non coltivate

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SAVIGNANO. Il progetto è ambizioso perché dovrà trovare una sintesi tra i proprietari di beni in disuso e coloro che invece vorranno dare loro una nuova vita. Ma la finalità è di alto profilo e punta a creare un percorso partecipativo che coinvolta l’intera collettività sociale.

Il Comune ha infatti definito un nuovo piano di rigenerazione urbana che parte da alcuni presupposti cardine. «Nella lunga attesa di risorse economiche che permettano di agire in modo definitivo - si legge nel progetto - è opportuno prevedere, per quegli immobili, una nuova vita tra vecchi e nuovi usi: il riuso temporaneo può costituire opportunità sia per il proprietario che per l’usufruttuario (associazioni senza fine di lucro, lavoratori autonomi e piccoli produttori), posti in relazione tra di loro per il tramite dell’Amministrazione comunale nel ruolo di intermediario facilitatore dell’intesa».

Il primo passo sarà individuare, attraverso una manifestazione di interesse, i beni da far rivivere. Si tratta, indicativamente, di fabbricati, spazi in abbandono o in attesa di trasformazione, terreni incolti che potrebbero essere affidati in affitto calmierato o in comodato d’uso. In parallelo, con modalità analoghe, si andrà alla ricerca di interlocutori interessati a dare vitalità ai beni messi a disposizione della collettività: associazioni senza fine di lucro, lavoratori autonomi e piccoli produttori che intendono presentare proposte di riutilizzo temporaneo di beni immobili con finalità di riuso coerenti con l’interesse pubblico.

Completati i primi due passaggi si procederà al terzo gradino: individuare le regole del riuso. In sostanza andrà definito “il modello gestionale funzionale al perseguimento degli obiettivi di finalità pubblica dell’amministrazione e predisposizione di un regolamento - convenzione tipo per la definizione degli obblighi tra le parti”.

«Per consentire la sostenibilità economico e finanziaria dei progetti presentati - aggiunge il Comune - i beni immobili potranno essere assegnati, con contratti, ad uso temporaneo, di affitto a canone calmierato o in comodato d’uso gratuito».

Ma l’amministrazione, oltre a fare da regista dell’intero piano operativo, avrà un alleato in più ossia una legge regionale del 2017 da cui trae le mossa l’intero piano partecipativo. È infatti possibile andare in deroga rispetto agli usi consentiti per terreni e fabbricati con lo scopo di attivare processi di recupero e valorizzare immobili o spazi urbani dismessi. E allora nulla vieta, ad esempio, di vedere nascere una start-up artigianale all’interno di un edificio non utilizzato oppure arrivare a curare un’area verde incolta, magari per ospitare inziative di aggregazione. Tutti sviluppi futuribili, ma solo a patto che i proprietari rispondano presente all’appello comunale mettendo le loro proprietà al servizio della comunità. —

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