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Modena, multe per 4 mila euro perchè senza biglietto, ma lui non era sul bus

Stefano Luppi
Modena, multe per 4 mila euro perchè senza biglietto, ma lui non era sul bus

Nuovo caso a Modena di false generalità e di multe comminate dai controllori sugli autobus Seta

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Modena. Quattro mila euro di multa da pagare, per aver viaggiato senza biglietto sul bus. E in più occasioni. La beffa è che il figlio della donna, chiamata a pagare, non ha mai viaggiato su quei bus. È rimasto vittima di dichiarazioni false di qualche suo compagno che ha fornito false generalità, tirandolo in ballo, per evitare la multa.

Ma per Seta sino a quando non sarà in grado di provare questo abbaglio, la donna dovrà saldare il debito. E per fare “pressing” l’azienda trasporti utilizza agenzie riscossioni crediti, che sono molto determinate. Lo racconta una mamma modenese che chiede di restare anonima e spiega come il giovane figlio sia vittima principalmente di chi dà nomi falsi al controllore.

LE MULTE «Siamo arrivati a 4mila euro in totale - spiega la signora - e io non posso pagare una cifra così alta, per giunta per multe che mio figlio non ha preso». Si viene dunque a sapere che l’azienda di trasporto pubblico, per tutelare i propri interessi di fronte ai “furbetti” che cercano di viaggiare a sbafo, utilizza il sistema della cessione del credito. Così anche prendere una multa, e non pagarla perché appunto magari si vuole contestarla, è diventata una questione molto complicata.

Ovviamente questa normativa - esattamente come l’autorizzata fotosegnalazione dei minori di cui la Gazzetta ha raccontato poche settimane fa - è stata autorizzata dalla Regione Emilia Romagna. Questo particolare delle autorizzazioni regionali lo ricordano da Seta stessa dove non nascondono neppure la “burocratizzazione” che ogni pratica comporta. Sebbene il controllore non sia un pubblico ufficiale vero e proprio, quando redige una sanzione sul mezzo pubblico dà il via a un processo che si deve in qualche modo chiudere altrimenti potrebbe intervenire la Corte dei Conti. Il problema, però, è che le società di riscossione cui Seta “cede” il proprio debito non sono tenute a controllare il nome del multato e si limitano appunto alle azioni di rientro di quanto dovuto.ù

MAI PRESO L'AUTOBUS Insomma, la situazione si ingarbuglia sempre di più soprattutto perché parte a volte da un reato penale come dare generalità false in assenza di documenti. È una vecchia storia, già raccontata: il controllore sul bus trova qualcuno senza biglietto, chiede i documenti e non li ottiene. Allora fotosegnala e indica il nome. Ma se il “fermato” fornisce il nome di una persona inconsapevole si crea il patatrac.

«Mio figlio - spiega questa mamma - non ha mai preso l’autobus senza biglietto e abbiamo ricostruito che un ragazzo che lo conosce ha dato il suo nome e indicato un indirizzo simile al nostro. Seta poi ci ha mandato le multe e siamo arrivati a circa 4mila euro che ci richiede ora questa società di Roma. Abbiamo preso un avvocato, ma è dura». —

Stefano Luppi

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