Piano della Mobilità Dai bus più frequenti al taglio permessi Ztl Ecco la ricetta Filippi
«Non elimineremo le auto, ma saranno meno competitive Renderemo più efficiente l’intera rete dei mezzi pubblici»
Non ce l’ha con le auto private - «anzi, alcune mi piacciono anche...» - ma ha un obiettivo chiaro: fare in modo che la macchina abbia dei validi concorrenti, soprattutto per quel tipo di spostamenti (a breve raggio e nell’anello della città più vicino al centro) in cui utilizzare un mezzo alternativo sarebbe più che ragionevole. Un obiettivo a cui Alessandra Filippi, assessore all’Ambiente del Comune di Modena, lavorerà intensamente nei prossimi due mesi, quando il documento preliminare del Pums si trasformerà nel Piano della mobilità sostenibile vero e proprio.
Assessore Filippi, partiamo dai tempi: il Pums arriverà in Consiglio prima di fine mandato?
«I tempi sono stretti, ma nei prossimi due mesi incontreremo tutti i portatori di interesse, dagli enti alle associazioni di categoria, con l’obiettivo di adottare il Piano prima di fine mandato: saranno mesi intensi, ma ce la faremo».
Tornando al documento preliminare, uno degli aspetti che balzano all’occhio è quello degli accessi alla Ztl, che sono quasi raddoppiati in 7 anni.
«Conosciamo il problema, e da tempo in Comune una persona è al lavoro per avere un monitoraggio aggiornato dei permessi e riorganizzare l’ordinanza sulla Ztl. Per decidere come agire, infatti, è importante conoscere la ripartizione di quei permessi, che in gran parte riguardano il “carico e scarico”. A quel punto, il Pums valuterà una limitazione ulteriore degli accessi, ma per farlo bisogna individuare delle alternative per le categorie in questione, soprattutto per la logistica delle merci».
Al momento, però, c’è una minaccia… romana sul tema della zona a traffico limitato.
«All’interno del comma 3 della legge Finanziaria c’è una norma che consente l’accesso alla Ztl e alle isole pedonali per tutti i mezzi elettrici e ibridi: se l’interpretazione sarà confermata, si tratterà senza dubbio di un’ingerenza sui nostri centri storici, peraltro insensata perché si parla addirittura di isole pedonali».
Un altro tema centrale è quello del trasporto pubblico locale, per il quale il Pums prevede una profonda revisione.
«Sì: il tema centrale è quello del passaggio da un trasporto locale essenzialmente scolastico, perché oggi la logica è in gran parte legata agli spostamenti degli studenti, a un sistema realmente alternativo per tutti i cittadini. Per farlo, abbiamo appoggiato la proposta arrivata dall’Agenzia di mobilità di valutare una riorganizzazione incentrata su tre linee principali del bus, che saranno ad alta frequenza, e un sistema di linee secondarie, che avranno una frequenza modulata sull’utilizzo e sulle zone».
E poi ci sono le auto, che hanno bisogno di infrastrutture efficienti: la Bretella è una priorità o no?
«Il Pums prende in considerazione tutto, e di certo non c’è la volontà di… buttare via le auto, ma piuttosto di usarle al meglio e soprattutto negli spostamenti più lunghi: l’obiettivo è quello di portarle all’esterno della città, dotandole di un sistema infrastrutturale efficiente. Per quanto riguarda la Bretella, esiste una legge obiettivo che prevede una serie di opere già pianificate, che il Pums ha il dovere di recepire. Per il resto, il mio parere sulla Bretella resta lo stesso di quando ero presidente di Legambiente».
Quale?
«Il primo stralcio, quello che collega lo scalo merci alla tangenziale, è senza dubbio utile e necessario, caratteristiche che invece non vedo nel secondo stralcio, ovvero il tratto che corre parallelo al Secchia».
E poi ci sono le piste ciclabili…
«Anche qui, l’idea è quella di un rafforzamento, con una rete a maglia simile a quella che abbiamo pensato nell’anello più esterno per le auto. E anche qui c’è un problema… romano, perché la Finanziaria ha tagliato drasticamente le risorse previste per le cosiddette “autostrade ciclabili”, lasciando in campo una somma ridicola. Una cosa di cui dovremo tenere conto, dal momento che quasi tutti gli interventi per le ciclabili sono cofinanziati da Stato e Regione». —
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