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Aeroporto Paolucci strategico per salvare un 59enne ferito

Daniele Montanari
Aeroporto Paolucci strategico per salvare un 59enne ferito

Spettacolare atterraggio di un elicottero militare che ha imbarcato i soccorritori L’intervento a Parma, ma al Frignano di notte serve un velivolo con il verricello

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PAVULLO. Aeroporto di Pavullo crocevia di soccorso montano a livello regionale anche di notte.

L’ultimo episodio di attivazione lampo della struttura per fare da base logistica di un intervento di salvataggio in ambiente impervio si è avuta domenica sera, quando lo scalo ha permesso l'atterraggio, alle 20.45, di un elicottero HH139 del 15 Stormo CSAR (Combat Search and Rescue) dell’Aeronautica Militare, arrivato da Cervia e dotato di visore notturno e verricello.

Dopo aver imbarcato due tecnici e un medico del Soccorso Alpino del Cimone è partito per il recupero sul fronte parmense del cacciatore 59enne M.Z., caduto dalla sommità del Monte Barigazzo (Varsi). Dopo un volo di 50 metri, le sue condizioni sono subito apparse gravissime ai soccorritori locali (tra cui una quindicina di altri operatori Saer), che per guadagnare tempo hanno chiesto un intervento di elisoccorso notturno.

Ma il mezzo 118 di stanza a Bologna, pur adeguato al buio, non ha il verricello indispensabile per questo tipo di recuperi: di qui l'intervento dell’Aeronautica con il mezzo che ha verricellato a bordo il ferito per poi sbarcarlo nel campo sportivo di Varsi, dove è stato imbarcato su un elicottero 118 (quello di Brescia) per arrivare al Maggiore di Parma, dove a ieri sera era ancora in rianimazione.

La dinamica ha evidenziato l’operatività in 15-20 minuti dell’aeroporto di Pavullo (in continua crescita in vista dei Mondiali di volo a vela di settembre), ma anche la possibilità di essere ancora più strategici se la base non fosse solo di atterraggio ma anche di decollo h24 con un elicottero dotato di verricello (come quello usato di giorno) e visore notturno. Imbarcando il personale Saer, avrebbe potuto recuperare il ferito portandolo direttamente all'ospedale, guadagnando istanti preziosi.

Il fatto merita riflessione, perché un incidente così poteva capitare anche sul versante modenese.

«Probabilmente i tempi sono maturi per far fare un ulteriore salto all’aeroporto – nota il presidente Roberto Gianaroli – che permetta di estendere alla notte la macchina di soccorso diurna specializzata nell’ambiente impervio. Perché in caso d’urgenza, con la viabilità che c’è in montagna non ci sono alternative all’elicottero». —

Daniele Montanari

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