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Delitto di Gaggio, chiesta l’analisi del Dna sui capelli ritrovati

C.G.
Delitto di Gaggio, chiesta l’analisi del Dna sui capelli ritrovati

I difensori di Pasquale Concas puntano sul rito abbreviato e anche sull’esame genetico di reperti organici rinvenuti vicino al cadavere 

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MODENA. Un capello e dei bulbi piliferi: piccoli reperti organici che se analizzati geneticamente possono indicare che il Dna della persona alla quale appartenevano è o non è l’accusato di omicidio oppure se sono di un altro presente sulla scena del crimine. Un capello che può cambiare la storia giudiziaria di Pasquale Concas, come sperano i suoi difensori Marco Pellegrini e Roberto Ricco. Per questi motivi i due avvocati ieri hanno chiesto al giudice Andrea Romito, nel corso dell’inizio dell’udienza preliminare, una consulenza tecnica su quei reperti piliferi per arrivare ad attributi genetici. Sono stati trovati sul cancello della recinzione che dà sulla massicciata dove è stata trovata morta e sfigurata Arietta Mata, la prostituta 24enne ungherese. Quello che sembrava subito un orribile incidente contro un treno in corsa da Modena a Bologna oppure il suicidio di una prostituta, è risultata invece una messinscena a omicidio avvenuto. Un omicidio secondo il pm Katia Marino successivo a una rapina violenta con una lunga colluttazione.

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E di rapina aggravata e omicidio volontario è accusato Concas, 51enne sardo residente a Montale, ex magazziniere, alle spalle una lunga condanna per l’omicidio di un’anziana rapinata in casa avvenuto a Olbia nel 1994.

Ieri mattina, all’apertura dell’udienza preliminare, i due avvocati hanno avanzato al giudice altre richieste importanti: la trascrizione in italiano di alcune telefonate in ungherese fatte dalla vittima poco prima della morte, una consulenza sui tracciati gps e l’agganciamento del suo telefono dopo la morte (si spense un’ora e mezza dopo per poi riaccendersi), la possibilità di ascoltare Concas e le sue ragioni (si è sempre dichiarato innocente ma si è avvalso della facoltà di non rispondere). Sopratutto è stato chiesto il rito abbreviato. In ballo c’è anche una consulenza psicologica col profilo sia della vittima che dell’accusato dell’omicidio chiesta dalla Procura che secondo la difesa è inammissibile secondo la legge italiana.

L’assassinio di Arietta Mata avvenne quasi un anno fa, il 21 gennaio, nella zona accanto alla ferrovia vicino al Ponte di Sant’Ambrogio. Il giudice si è riservato di esprimersi nelle prossime ore. Il giudice si è riservato di esprimersi nelle prossime ore. —

C.G.

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