«Lavoro, troppi carichi e tanti si licenziano per stress eccessivo»
Il sindacalista Veronesi: «L’anno scorso una trentina di casi nel Modenese con dimissioni di gente che non ce la fa più»
In questa fase difficile potrebbe apparire incredibile eppure dal sindacato Cgil di Modena arriva la denuncia di casi di lavoratori che si dimettono perché non ce la fanno più: troppi i carichi di lavoro, troppi straordinari. Lavorare diventa un incubo e si sceglie di gettare la spugna.
«Sono in aumento le dimissioni a causa dello stress da lavoro», lo racconta a Radio Articolo 1, emittente della Cgil, il sindacalista Erminio Veronesi della segreteria della Cgil di Modena e responsabile del Dipartimento Salute e Sicurezza. Veronesi denuncia la situazione del mercato occupazionale, a partire da quanto accade nel Modenese: « Stress da lavoro correlato è ad esempio - racconta Veronesi - quando si ricevono continuamente moli di lavoro aggiuntive e si richiedono orari e presenza sempre più lunghi senza che sia possibile rifiutarli. Questo genera stress e spesso la persona finisce per dimettersi».
Non si tratta quindi di mobbing. È invece un'azione, messa in pratica dall'impresa che, anche inconsapevolmente, chiede alla persona qualcosa che va oltre le sue capacità. È un sovraccarico dell'attività lavorativa.
«La denuncia del problema - aggiunge il sindacalista - si è resa necessaria dato il numero di persone con cui siamo entrati in contatto che riportano di subire pressioni in azienda per i carichi troppo pesanti. Molti si licenziano. Lo scorso anno abbiamo avuto 20-30 casi simili. Quando vengono da noi cerchiamo di mostrare altre possibilità di intervenire contrattualmente ma spesso ci troviamo di fronte al fatto compiuto».
Per tenere sotto controllo il fenomeno dello stress da lavoro correlato e le dimissioni che può indurre, «abbiamo delegati sindacali all'interno dell'impresa e possiamo provare ad aprire un tavolo cercando di togliere queste barriere alle persone. Dove non ci sono i delegati - ha concluso Veronesi- contattiamo l'impresa attraverso una lettera in cui facciamo presente la situazione. Questo è il primo passo. Se poi riscontriamo un dolo da parte dell'azienda interveniamo contrattualmente oppure anche legalmente». —
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