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Mobilità sostenibile, il dilemma «Così abbiamo perso 20 anni»

Stefan o Totaro
Mobilità sostenibile, il dilemma «Così abbiamo perso 20 anni»

Il Movimento Cinquestelle critica le amministrazioni di centrosinistra e cita alcuni esempi come la ciclabile di via Giardini

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«La presentazione del Piano urbano della mobilità sostenibile è una vera e propria confessione ed autoaccusa da parte dell’amministrazione». Lo dice il Movimento Cinquestelle che mette in fila le criticità «evidenziate da tutti gli studi commissionati dal 2004 ad oggi (PUM, PRIT, PAIR, PAES, PUMS ecc..) non hanno visto nel corso degli ultimi 15 anni il ben che minimo intervento tra quelli suggeriti, anzi le scelte operate hanno aggravato di fatto la situazione rendendo la nostra città sempre più “autocentrica” anche se la descrizione della situazione attuale ha cercato di camuffare le responsabilità proponendo una verità assai strabica, citando tra i punti di forza e le opportunità lo Ztl, la qualità dell’aria e il Cityporto».

L’analisi del Movimento Cinquestelle è minuziosa: «Il confronto di dati statistici presi a piacimento, la qualità dell’aria rapportata al 2016 anziché al 2017 che avrebbe offerto dati meno incoraggianti; l’aumento dell’area ZTL dovuta alla pedonalizzazione di piazza Roma in realtà già accantierata e non fruibile mentre è stata tolta dalla zona limitata l’area di Corso Cavour; l’esperienza disastrosa del Cityporto citata ad esempio, partita con ottime intenzioni e potenzialità per la consegna delle merci in Centro Storico con mezzi ecologici e finita prima a raccolta di cartoni e poi miseramente disintegrata. Per non citare il trasporto pubblico, la gestione dei permessi e le piste ciclabili le cui criticità sono sotto gli occhi di tutti i modenesi. Sulla mobilità sostenibile a Modena si sono persi 20 anni a causa delle amministrazioni Pighi (o meglio Sitta) e Muzzarelli che si sono mosse nella direzione della mobilità privata. Ma ecco che la giunta e AMO sembrano essersi svegliati solo in occasione dell'imminente campagna elettorale e, senza avere mai mosso un dito per migliorare l’attuale situazione, ora promettono miracoli nei restanti pochi mesi non perdendo occasione per giustificare la propria pigrizia richiamando norme statali. Non c’è bisogno di grandi finanziamenti per migliorare la mobilità dolce modenese ma la propensione delle varie amministrazione nel buttare soldi in opere costose e mal realizzate come la ciclabile di via Giardini emerge ad ogni occasione». —

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