Gazzetta di Modena

Modena

MINORI IN COMA ETILICO. IL PROCESSO 

Un testimone 18enne: «Al Kyi ingresso facile E si bevevano liquori»

C.G.

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All’epoca passare l’ingresso del Kyi era particolarmente facile perché non si facevano controlli accurati sui documenti. Non solo: ricorda di aver visto sui tavoli bottiglie di superalcolici che venivano gestite direttamente dagli avventori, tra i quali alcuni suoi coetanei minorenni, anche se non faceva parte del gruppo caduto in coma etilico. È questa la terza testimonianza simile fatta da un diciottenne modenese che all’epoca dei fatti al centro del processo era 15enne. Il giovane ha spiegato al giudice, nel corso della sua testimonianza resa ieri pomeriggio, di non aver fatto parte di quel tavolo dal quale alcuni suoi coetanei se ne sono andati con un tasso alcolico così elevato da crollare in coma etilico e quindi da finire all’ospedale per una lavanda gastrica e le cure del caso. Però ha visto e ricorda.

A sorpresa, gli altri due ragazzi chiamati a testimoniare contro il gestore del Kyi - Alessandro Anania, 27 anni, imputato per la somministrazione degli alcolici ai minorenni - non si sono presentati in aula. Il giudice ordinato che alla prossima udienza, fissata per il 1 aprile, verranno portati in tribunale dalle forze dell’ordine.

Il processo riguarda una specifica serata, quella del 19 novembre 2015, terminata drammaticamente per dei ragazzi che probabilmente non potevano neanche entrare nel locale di Baggiovara (è un aspetto discusso nel processo). Ad accusare Anania, difeso dall’avvocato Rosario Boccia, è il racconto di alcuni giovani. Uno di questi nella udienza precedente aveva ricordato come dopo aver bevuto al tavolo con gli amici, dove era stata lasciata una bottiglia di vodka, sia caduto a terra privo di sessi dopo tre bicchieri dietro fila.

La vicenda del processo è successiva a un episodio analogo avvenuto nel 2014. In quel caso, però, il processo finì con l’assoluzione di Anania in quanto il gestore del locale risultò estraneo: il suo difensore dimostrò che la gestione del bar era stata assegnata a una cooperativa, diventata quindi la sola responsabile nel somministrare alcolici. —

C.G.

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