“Ceramicland” vuole fare un nuovo salto di qualità
L’assessore Schenetti: «Con la riapertura della Peschiera di Palazzo Ducale e il piano dell’ex Cisa Cerdisa dimostriamo che non ci sono solo industrie»
Un progetto di città in continua trasformazione che prende in considerazione sia l’estetica sia la funzionalità. Questo il sogno dell’amministrazione comunale, che nel corso del suo mandato ha cominciato a dare gradualmente forma ad un’idea definita dall’assessore alla progettazione Gregorio Schenetti “di tipo sistemico”. «Siamo consapevoli – ha dichiarato – che occorreranno molti anni e anche dei limiti esistenti, ma abbiamo una grande determinazione. È un progetto ambizioso realizzato in un’ottica di attrattività urbana e territoriale, con lo scopo non secondario di favorire nuove opportunità di sviluppo locale». Tra le opere già completate che si inseriscono all’interno del piano ci sono il nuovo sistema dei parcheggi, il piano monumentale urbano, che ha visto nel 2014 la riapertura permanente della Peschiera di Palazzo Ducale, la nuova illuminazione e la riqualificazione di sistemi urbani grandi e piccoli, come la zona dell’ex Cisa Cerdisa. La creazione dei progetti di natura sperimentale è poi un’altra parte fondamentale di questa strategia. A fare da esempio c’è CeramicLand, che dal 2014 ogni anno ha portato avanti iniziative come le serate internazionali di Confindustria Ceramica a Palazzo Ducale in occasione di Cersaie. «CeramicLand – ha spiegato Schenetti – cerca di integrare la nostra vocazione manifatturiera con il capitale territoriale fatto di storia, cultura, arte e paesaggio; è insomma il tentativo di aprire un dialogo tra l’industria e il territorio, cercando di ricavare per entrambi l’interesse maggiore». Sì, perché se da un lato per il mondo manifatturiero è, oggi più che mai, un’epoca di urbanizzazione, è altrettanto vero che è importante rimodellare l’idea del made in Italy della ceramica attribuendo un ruolo chiave al territorio in cui viene prodotto e alla sua storia. Tra le modalità di espressione di questo dialogo spicca in prima fila la pratica del turismo industriale, esperienza già portata avanti con successo da diversi Paesi avanzati. «Il lavoro fatto in questi anni – ha continuato Schenetti – ha avuto lo scopo di sostituire l’idea di un territorio-fabbrica con quella di un vero e proprio ecosistema industriale, culturale e creativo. L’esperienza del Comune di Faenza, con il quale abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa, ci ha dimostrato quanta gente si possa muovere amalgamando terra e industria: con il loro evento chiamato Argillà in 10 anni hanno attirato circa 150mila persone provenienti da una ventina di Paesi europei ed extra-europei». L’ultima fase della sperimentazione coincide con “Terra Ceramica”, evento pilota composto da due fasi, la prima realizzata in ottobre che ha avuto lo scopo di valorizzare la parte culturale e storica del territorio legata alla ceramica e la seconda che inizierà a primavera, quando si metteranno a fuoco il tema del design e della cultura progettuale legati all’industria. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
