Il libro/ Dedicato a Don Mazzolari
MODENA. È dell’arcivescovo Erio Castellucci la presentazione del libro “Di tutti e di nessuno. Il prete negli scritti di Don Primo Mazzolari” di Luigi Guglielmoni e Fausto Negri (EDB, pp.162, euro 14), in cui si parla del ministero sacerdotale su cui il parroco di Bozzolo (1890-1959), di cui è stata avviata la causa di beatificazione, si sofferma, dagli scritti giovanili all’esperienza pastorale matura.
Come ricorda mons. Castellucci, “si riscontrano tante analogie tra il suo insegnamento e la lezione del Concilio Vaticano II, nonché il magistero dell’attuale pontefice… Don Mazzolari è stato un uomo di preghiera e di coraggio, di studio e di frontiera, di tradizione e di riforma, una voce scomoda di certezze e di dialogo, di aggregazione e di libertà, di fermezza e profezia. Non ha certo inseguito il protagonismo personale né il tornaconto privato, pagando anzi duramente le proprie illuminate intuizioni e scelte”. Un grande esempio per i seminaristi e i sacerdoti, ma anche per i cristiani laici, in quanto i suoi scritti (numerosi libri, come “I preti sanno morire”, “La pieve sull’argine”, ma anche molti articoli pubblicati su quotidiani e sulla rivista “Adesso”) costituiscono il segno del suo grande amore per la Chiesa, avvertita come Madre che, da una parte, non si scandalizza delle fragilità dei suoi ministri e, dall’altra, si impegna per aiutarli a essere in condizione di porgere il Vangelo ai fratelli. —
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